Ancor più di Sial lo scorso anno, a Colonia nei giorni di Anuga 2025 aleggiava tra i corridoi e gli stand il convitato di pietra dei dazi statunitensi che, dopo una primavera sulle montagne russe dal 30% allo 0%, sono approdati a un 15%. Un valore di compromesso che può andare bene per alcune realtà e comparti e meno per altri, che invece sono passati dal non averlo a un 15% che, unito alla svalutazione del dollaro, rischia di portare alcuni prodotti fuori mercato, chiedere per esempio al Consorzio del Pecorino Romano, per capire l'impatto sull'export di alcuni prodotti italiani negli Stati Uniti.
Dai dazi alla caccia di novità negli stand ad Anuga 2025
La nuova edizione di Anuga si è aperta con la notizia bomba dei "dazi al 107%" sulla pasta italiana", rielaborazione giornalistica un po' forzata di una potenziale multa che avrebbe toccato alcune imprese italiane della pasta come La Molisana e Garofalo assieme ad altre nove, come abbiamo riscostruito su Mark Up, ascoltando anche il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha tenuto a sottolineare come non fosse "colpa di Trump".
Il ministro Lollobrigida sui nuovi dazi Usa sulla pasta italiana
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