Barometro furti nel retail 2024: il fenomeno (in crescita) e le tecnologie

Barometro furti nel retail 2024

La presentazione del Barometro dei Furti nel retail in Italia 2024, promosso da Checkpoint Systems Italia in collaborazione con NielsenIQ, presso la sede milanese di GS1 Italy, ha fatto scaturire un dibattito tra i rappresentanti delle aziende presenti. Sostanzialmente confermati i trend e i dati del Barometro, e l'approccio alle tecnologie per contrastare le cause delle differenze inventariale sconosciute.

Barometro furti nel retail 2024, le evidenze

Le differenze inventariali da taccheggio delle aziende retail in Italia nel 2024 sono pari in media all'1,2% dei ricavi annui, che corrispondono a 4,12 miliardi di euro. Oltre la metà delle perdite, il 53%, sono causate da furti commessi dai clienti, mentre il 21% dipendono da furti interni e la parte rimanente, il 26%, da errori dei fornitori o amministrativi.

Le aree del negozio più soggette ai furti sono l'area di vendita (95% dei casi) e le casse (42%); per i negozi di abbigliamento, anche i camerini prova (22%) e per tutto il retail, l'area del personale.

I prodotti più taccheggiati nel food sono tonno, formaggio, vini, alcolici e bevande, caffè, salumi e gastronomia. Ma tutto quanto si trova nella gdo è soggetto a furti, commessi da singoli per il proprio bisogno, o da bande organizzate (47% dei furti) che poi rivendono la merce. Tra le tendenze osservate nel Barometro furti nel retail 2024 oltre alla segnalazione della generalizzata percezione di crescita del fenomeno, unica eccezione gli articoli per la casa, stabili, c'è quella di una maggior aggressività di chi entra in negozio per rubare qualcosa.

Quali tecnologie per prevenire? Telecamere, personale, etichette

Barometro furti nel retail 2024Le misure classiche di prevenzione sono le più gettonate dai retailer, probabilmente perché largamente testate e facili da implementare: telecamere di videosorveglianza, personale dedicato, sistemi antitaccheggio, allarmi nei locali commerciali. Dopo questa top 4 di misure la cui adozione supera l'80%, ci sono le soluzioni più complesse con adozioni intorno al 50%. Anche per quanto riguarda l'antitaccheggio in particolare, le tecnologie più diffuse sono le antenne antitaccheggio (95%) e spider, wrap, collari e scatole in policarbonato (84%), mentre lo Rfid è usato solo dal 37% dei retailer rispondenti, al pari degli strumenti per l'analisi dei dati, le soluzioni per espositori e i meccanismi con azione ritardata nel 32% dei casi, i carrelli per la spesa antitaccheggio con Rfid nel 21% dei casi.

Il 71% dei retailer adotta soluzioni dedicate alla prevenzione dei furti nei reparti freschi, al terzo posto dopo telecamere ed etichette c'è anche l'etichettatura alla fonte. Il 26% utilizza la tecnologia Rfid (non solo sui prodotti freschi).

Le valutazioni di brand e retailer

I responsabili sicurezza di Leroy Merlin, Finiper Canova, Penny Market Italia, hanno confermato la tendenza alla crescita dei furti e l'aggressività dei taccheggiatori.

Rosita Bolzoni, specialista del rischio di Leroy Merlin, ha parlato in particolare dell'area self check out, più soggetta perché facilita il furto, e che sarà la sfida del 2025 visto che da quest'anno tutti i negozi dell'insegna sono diventati self checkout. Le tecnologie implementate sono le telecamere, pensando in futuro di aggiungere sistemi con Ai e analisi dati. I prodotti più trafugati sono pile e lampadine, insieme ai prodotti di meccanica, dal trapano alle telecamere o al robottino per pulire la piscina: sono tutti prodotti che caratterizzano il core business dell'insegna. L'efficacia delle misure è garantita grazie a un'organizzazione di controllo interna che unisce le barriere fisiche come scatole protettive, e personale di presidio, dotato di strumenti di monitoring. Il settore pone oggettive difficoltà all'impiego dei sistemi Rfid, pur riconoscendone i vantaggi.

Fabiano Moretti, direttore sicurezza di Finiper Canova, ha raccontato come il Gruppo possa contare su circa 160 addetti impiegati come guardie giurate non armate, tutti dipendenti. C'è una control room per ogni punto di vendita, insieme alle barriere antitaccheggio, con allarme collegati alla control room e all'addetto sicurezza, l'impianto di videosorveglianza, la protezione alla fonte per i prodotti al 98%. Sono coperte la barriera casse, i perimetri e le corsie, lo scarico merci. Alle casse automatiche c'è l'addetto di sicurezza in retrocassa, oltre all'assistente per i clienti. Ugualmente nei centri commerciali. Gli impianti sono autorizzati da sindacati e ispettorato e non coprono spogliatoi e uffici. Nonostante questo il fenomeno dei furti aumenta, e pesano le bande organizzate.

Per Daniele Colantonio, security manager di Penny Market Italia, i furti che più danneggiano Penny sono quelli delle bande organizzate, e la percentuale dei furti interni è molto elevata. Le misure di prevenzione sono prima di tutto le telecamere, ma con una control room centralizzata a causa della dimensione dei punti di vendita, e interventi in flagranza (come anche per Finiper). Le denunce quest'anno sono cresciute del +120% ma riguardano solo le bande organizzate, gli altri furti per necessità vengono percepiti come reato bagatellare. Tra i prodotti più colpiti, quelli freschi, e tra le incidenze più elevate c'è il burro (che sulle grammature alte ha un tag antitaccheggio alla fonte). Il furto del prodotto fresco per poi rivenderlo rappresenta anche un rischio per i consumatori, visto che viene interrotta la catena del freddo. Rispetto alle casse self, Penny non ha intenzione di implementarle, dopo i test, a causa del rapporto non ancora conveniente tra costi e benefici. Le soluzioni con AI pongono invece il problema delle normative europee.

Fabio Guarino, loss prevention & security manager di Scarpe & Scarpe, ha detto che ogni anno vengono fatte dalle 600 alle 800 denunce, che riguardano tutte le tipologie di furto, organizzato od occasionale. Con i mezzi a disposizione sono anche in grado di individuare, su merce rubata, qual è il negozio di provenienza, ma questo non aiuta a fermare i colpevoli. L'anello debole della catena è la possibilità reale di intervento delle Forze dell'Ordine. Un argomento condiviso da tutti.

In sala c'erano anche rappresentanti dell'industria, in particolare di prodotti molto taccheggiati come le lamette da barba o i superalcolici. Per tutti questi prodotti la non visibilità, perché la bottiglia viene esposta in una teca o perché la lametta viene data al cliente solo una volta pagata, al punto informazioni, penalizzano significativamente le vendite, anche fino a un terzo. In questi casi lo Rfid viene in aiuto, ma i test hanno anche mostrato costi elevati. C'è però da parte dell'industria molta voglia di collaborare con la gdo per risolvere queste problematiche.

Il Barometro: caratteristiche del campione

Condotto per il primo anno in collaborazione con NielsenIQ, il Barometro dei furti nel retal 2024 si basa su interviste online a direttori e responsabili della sicurezza dei punti di vendita o delle aziende. I mercati coperti spaziano dal food alla moda, bricolage, elettronica di consumo, salute e bellezza, in oltre 5.000 punti di vendita in tutta Italia. Il periodo dell'indagine è stato dal 5 agosto al 6 ottobre 2025.

I dati raccolti permetteranno in futuro di fare confronti alla pari con i dati di altre nazioni europee.

 

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