Ristorazione, la Gen Z guida la spesa in Europa

La Gen Z sostiene la spesa nella ristorazione europea, mentre in Italia crescono i consumi multi-canale tra ristorante tradizionale, delivery e pub. Lo evidenzia l’analisi di Bain & Company e FIPE-Confcommercio

La Generazione Z traina la spesa nella ristorazione europea, ma il comparto si prepara a una possibile frenata dei consumi nel breve periodo. È quanto emerge dal nuovo approfondimento realizzato da Bain & Company Italia insieme a FIPE-Confcommercio in occasione della presentazione del Rapporto Annuale sulla Ristorazione.
L’analisi fotografa il mercato italiano ancora fortemente legato al ristorante tradizionale, soprattutto tra i consumatori più maturi, ma sempre più influenzato dalle abitudini delle generazioni più giovani. Under 45 e Gen Z, infatti, alternano con maggiore naturalezza diversi format: ristoranti, fast food, delivery e soprattutto pub e caffetterie, che diventano luoghi centrali di socialità e frequentazione quotidiana. In particolare, i più giovani mostrano un comportamento sempre più multi-canale: già i Millennial frequentano più format contemporaneamente, mentre per la Gen Z il portafoglio di scelta risulta ancora più ampio, con una socialità che si concentra soprattutto su pub e caffetterie, fino a una frequenza anche quotidiana.

Per la Gen Z il consumo fuori casa in Italia assume quindi una logica più fluida e frammentata rispetto al passato. Il ristorante tradizionale mantiene un ruolo importante, ma viene scelto soprattutto per occasioni percepite come più esperienziali o di maggiore valore. Secondo Aaron Gennara Zatelli, Partner di Bain & Company, la competizione non si gioca più tra singoli format, ma tra diverse occasioni di consumo che rispondono a esigenze differenti.
In Italia, il delivery è il canale che mostra il maggiore divario generazionale. Tra i giovani il servizio è ormai consolidato, mentre resta marginale tra i Boomer. Oltre il 90% della Gen Z dichiara di utilizzarlo: il 17% lo usa quotidianamente e il 29% almeno una volta a settimana, mentre più della metà dei consumatori più maturi continua a non farne uso. Un cambiamento che, secondo lo studio, mette direttamente in concorrenza il consumo a domicilio e quello fuori casa, soprattutto tra i più giovani.

A livello europeo emergono differenze geografiche marcate. Nei Paesi del Sud Europa, Italia e Spagna in testa, il rapporto con la ristorazione tradizionale rimane più forte e abituale rispetto ai mercati del Nord. Circa il 30% dei consumatori del Sud Europa frequenta il ristorante tradizionale almeno una volta a settimana, mentre nei Paesi del Nord Europa incidono maggiormente sia le occasioni sporadiche (35% contro una media del 26% del Sud Europa) sia la quota di chi non utilizza il canale (18% contro il 7%).

In Italia emerge inoltre un dato distintivo nella Gen Z: il 13% dichiara di andare ogni giorno al ristorante tradizionale, una quota nettamente superiore alla media europea. Parallelamente, però, cresce anche la fascia di giovani che non frequenta mai questo canale, segnale di una forte polarizzazione dei comportamenti. Lo studio evidenzia anche un contesto generale improntato alla prudenza, con il rischio di una riduzione dei consumi nei prossimi mesi. In Italia le maggiori difficoltà si concentrano sulle fasce più mature della popolazione, mentre la Gen Z mostra una maggiore capacità di mantenere livelli di spesa elevati. In particolare, la quota di consumatori che dichiara una spesa “alta” o “molto alta” nella ristorazione scende progressivamente con l’età (Gen Z 41% contro Boomer 26%).

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