Aldi torna alle origini: prezzi bassi ogni giorno, assortimento più compatto e marca privata

Corradomaria Vella, head of commercial Aldi Italia
Corradomaria Vella, head of commercial di Aldi Italia, racconta la nuova fase dell’insegna: più efficienza, oltre l’85% di mdd e convenienza al centro

A otto anni dall’ingresso in Italia, Aldi apre una nuova fase commerciale e torna all’essenza del proprio modello: assortimento compatto, prezzi bassi ogni giorno, freschi al centro e marca privata come principale veicolo di identità. Corradomaria Vella, head of commercial Aldi Italia, spiega come il “Back to Basics” diventi una scelta di posizionamento: meno complessità, più efficienza e una promessa di convenienza stabile, pensata per trasformare il punto di vendita in una destinazione di spesa sempre più riconoscibile.

Dall’ingresso in Italia, Aldi sembra essere entrata in una nuova fase di maturità commerciale: quali sono oggi le leve prioritarie su cui state lavorando per rendere il format sempre più riconoscibile, efficiente e competitivo?

Esatto. Siamo entrati in una nuova fase del nostro percorso in Italia. Dopo i primi anni, in cui abbiamo costruito la nostra presenza nel Paese e consolidato il rapporto con clienti, fornitori e territori, oggi ci poniamo un obiettivo ambizioso: rendere il modello Aldi ancora più riconoscibile e competitivo.
È nel nostro dna: il “Back to Basics”, che per noi si traduce in un ritorno alle origini della formula discount inventata più di 100 anni fa proprio da Aldi ma anche in una virata decisa verso l’essenziale. Cosa significa nel concreto? Un assortimento ancora più compatto, selezionato con cura e prezzi più bassi ogni giorno. Il cambiamento si vede anche nei negozi. Layout, percorsi, visibilità delle categorie, comunicazione interna e merchandising sono ripensati per rendere la spesa più semplice e veloce, senza fronzoli.
Il primo intervento concreto per dimostrare che la convenienza da Aldi è credibile e duratura è stato abbassare il prezzo di oltre 1000 prodotti, metà dell’assortimento, aumentando il price gap verso i nostri diretti competitor. L’abbiamo fatto fin da inizio anno e lo stiamo raccontando oggi in modo chiaro in punto vendita, nei volantini e su tutti i nostri touchpoint.

Partiamo dall’assortimento: quali sono oggi le categorie che più rappresentano l’identità commerciale di Aldi in Italia?

L'assortimento è il perno sul quale ruota questo importante cambio di passo ed è lì che si vede con più chiarezza il nostro approccio al discount moderno: essenziale, concreto, contemporaneo.
Prezzo, qualità e italianità sono i tre pilastri che guidano ogni scelta assortimentale di Aldi in Italia. Un’offerta di valore resa possibile anche grazie alle relazioni solide e di lungo periodo costruite con i nostri fornitori.
I freschi restano il cuore della nostra identità distintiva: ortofrutta, convenience, carne, latticini. Sono il biglietto da visita che proponiamo al cliente.
Nel nuovo posizionamento commerciale che stiamo presentando ai nostri clienti, anche il non-food diventa sempre più strategico. Lo abbiamo reso protagonista del percorso d’acquisto: più visibile, più intuitivo e più centrale anche nella comunicazione. Oltre metà del nuovo volantino "gira-volta" è dedicata proprio a queste referenze.
Il cliente Aldi oggi vuole convenienza e semplicità. Ha necessità di trovare quello che gli serve, al miglior prezzo e velocemente, scegliendo i nostri negozi come “main shop”. È esattamente quello che stiamo offrendo.

In un contesto in cui il carrello resta sotto pressione, come si costruisce una politica di prezzo credibile nel tempo e non solo aggressiva nel breve periodo?

Questo è il vero punto di svolta del nostro nuovo posizionamento commerciale: "Back to Basics", un ritorno all’essenza del discount, al modello originale inventato proprio da Aldi che si traduce in prezzi bassi ogni giorno. Per mantenere questa promessa serve un modello operativo estremamente efficiente: assortimento compatto e altamente selezionato, logistica semplificata, categorie razionalizzate sulle esigenze di spesa, controllo rigoroso dei costi lungo la filiera.
Il tutto è pensato per difendere ciò che conta davvero: il prezzo finale al cliente. È un approccio molto diverso dalla logica promozionale tradizionale.
Il consumatore deve sapere che entrando da Aldi trova convenienza reale ogni giorno, senza dover rincorrere il prezzo migliore. Possiamo dire che abbiamo un price gap significativo sugli articoli comparabili nei confronti dei retailer full range. È una relazione di fiducia fondata sulla trasparenza.
Da inizio anno abbiamo già abbassato i prezzi di oltre 1000 prodotti, metà dell'assortimento. È un impegno concreto che comunichiamo in negozio, a volantino e su tutti i canali. E da fine giugno una nuova campagna pubblicitaria racconterà questa filosofia con un tono autentico, semplice e, come sempre nelle nostre corde, ironico.

Aldi lavora con un assortimento più selezionato rispetto ad altri modelli distributivi. Qual è il punto di equilibrio tra semplicità di scelta per il cliente e capacità di coprire i diversi bisogni di consumo?

La semplicità è una scelta strategica e una delle forze principali del nostro modello. Il nuovo assortimento è ancora più compatto - 2.000 referenze - perché il consumatore oggi ha necessità di una spesa intuitiva, veloce ed efficiente mantenendo le priorità di prezzo e qualità.
Ogni prodotto è selezionato dai nostri buyer sulla base di dati di mercato, indici di rotazione e ascolto continuo dei clienti. Questo ci permette un controllo rigoroso su qualità, ricette, packaging e coerenza della proposta.
L'alta rotazione dei prodotti è fondamentale: garantisce leadership di costo, efficienza operativa e freschezza.
Tutto si traduce in ciò che conta davvero per il cliente: trovare i prezzi più bassi ogni giorno.

“Prezzi bassi ogni giorno” è la vostra nuova filosofia, una leva commerciale, ma anche una promessa. Quali sono gli elementi che permettono di mantenerla: scala, efficienza, selezione assortimentale, filiera, logistica?

Il nostro modello funziona perché ogni leva è perfettamente integrata con le altre. Aldi oggi può contare su una scala realmente internazionale, costruita anche in mercati competitivi come Stati Uniti, Regno Unito e Australia, dove l’every day low price si sta affermando perché risponde a bisogni reali: convenienza stabile, semplicità e affidabilità. La nostra dimensione globale ci consente efficienze negli acquisti, processi più evoluti e ottimizzazione lungo tutta la filiera. Disciplina e coerenza fanno il resto. Ogni scelta ha un obiettivo preciso: eliminare costi inutili per trasferire valore al cliente. E l’innovazione tecnologica in questo percorso avrà un ruolo sempre più centrale.
Per noi convenienza significa adottare un modello intelligente che faccia risparmiare alle famiglie italiane tempo e denaro, liberandole dalla rincorsa continua alle promozioni. È un cambio di paradigma.

Quanto pesa oggi la marca privata nel vostro modello e come si è evoluta rispetto ai primi anni di presenza in Italia?

La private label è il cuore pulsante di Aldi in Italia e rappresenta più dell’85% dell’intero assortimento. Non è solo convenienza: è la nostra identità. Attraverso le nostre linee controlliamo direttamente qualità, ricette, packaging, filiera e innovazione. Questo ci permette di costruire un rapporto di fiducia forte e continuativo con il cliente. Ed è grazie ai rapporti consolidati con i nostri fornitori che possiamo innovare continuamente, affinare formulazioni e dare spazio alle eccellenze territoriali.
Dietro questo modello ci sono rapporti solidi con fornitori italiani che consideriamo veri partner strategici. Circa l'80% della nostra offerta food proviene da fornitori italiani: è un elemento identitario fortissimo e un asset su cui continueremo a investire. Brand come "Regione Che Vai" e "I Colori del Sapore" lo dimostrano perfettamente: prodotti riconoscibili, territoriali, autentici e sempre più apprezzati dai clienti. Raccontano un'evoluzione consapevole dove la marca privata non è più soltanto uno strumento di convenienza, ma il principale veicolo della nostra identità. È autenticità e qualità accessibile, fatta di fiducia reciproca.

La marca privata nel discount non è più percepita solo come alternativa economica. Come lavorate su qualità, packaging, innovazione e distintività dei vostri prodotti a marchio?

Il nostro punto di partenza è la qualità, senza compromessi.
Oggi il cliente sceglie la private label per convenienza e qualità dettate dalla fiducia, costruite su coerenza, controllo e innovazione continua. Il nostro assortimento alimentare è in larga parte italiano e questo è un elemento distintivo forte nel mercato. Collaboriamo con fornitori selezionati attraverso relazioni di lungo periodo. Lavoriamo insieme su ogni dettaglio: qualità delle materie prime, ricette, packaging, leggibilità, posizionamento, certificazioni.
Con una rete agile di circa 200 negozi abbiamo una grande capacità di reazione: intercettiamo rapidamente trend emergenti, testiamo novità e portiamo innovazione in modo veloce ed efficace.
Brand come "Bonlà" (100% latte italiano da allevamenti selezionati), "Il Tagliere del Re" (salumi pregiati di tradizione artigianale) o "Il Podere" (carni 100% lavorate in Italia) raccontano perfettamente questa filosofia: prodotti di qualità italiana autentica, che mantengono un prezzo accessibile.

Il fresco è una delle aree più sensibili per il consumatore italiano. Che ruolo hanno ortofrutta, carne, gastronomia, pane e prodotti freschi nella vostra strategia commerciale?

I freschi sono un asse portante della nostra proposta. Parliamo di una selezione costruita con grande attenzione alla stagionalità, ai territori e alle abitudini di consumo locali. Fino a 130 referenze tra frutta e verdura che garantiscono convenienza, qualità e freschezza quotidiana. Ortofrutta, carne, salumi e latticini: applichiamo la stessa logica rigorosa per tutte le nostre categorie, cioè filiere controllate, origine tracciata, certificazioni, partnership consolidate con fornitori che conosciamo direttamente.
Il vero vantaggio? Il cliente entra, vede il meglio della nostra proposta, e il suo carrello si riempie di qualità già dalla prima corsia. Uova, pasta, sughi, olio, prodotti essenziali nella dieta mediterranea. Spesa quotidiana fatta con velocità, praticità e intelligenza. Il modello dei prezzi bassi ogni giorno rende tutto ancora più forte: il cliente non deve rincorrere promozioni, sa già che troverà convenienza reale.
La nostra idea di spesa è semplice: prezzi più bassi, più qualità, più velocità. E tutto inizia dai freschi. È lì che sentiamo la responsabilità di una vera promessa: qualità accessibile, ogni giorno.

Aldi propone circa 2.000 referenze e un assortimento molto razionale. Dove si innestano i nuovi trend di mercato?

Siamo sempre attenti ai trend di mercato e alle esigenze dei nostri consumatori. Non ci limitiamo alle referenze base, ma prodotti come kefir, skyr, yogurt greco, plant-based o, più di recente, la pinsa, sono parte del nostro assortimento. Inoltre, le promozioni “in & out” a prezzi imperdibili fino ad esaurimento scorte ci consentono di introdurre novità, prodotti tematici e referenze legate a momenti di consumo specifici. È un approccio che nasce dal dna di Aldi e che i clienti italiani apprezzano sempre di più perché porta varietà e dinamismo senza perdere semplicità.

Qual è il rapporto con i fornitori italiani? Che cosa chiedete loro e che cosa può offrire Aldi in termini di continuità, volumi, visibilità e crescita?

I fornitori italiani sono un tassello fondamentale della nostra identità e della proposta di valore per i nostri clienti. Cerchiamo, infatti, aziende che condividano la nostra visione: qualità costante, affidabilità, capacità di innovare e attenzione alla sostenibilità della filiera. In cambio offriamo continuità, programmazione e prospettive di crescita concrete grazie alla forza internazionale del Gruppo Aldi. Nelle mie esperienze precedenti nel Global Sourcing ho visto molte aziende italiane crescere proprio grazie alla possibilità di portare le proprie eccellenze nei mercati europei ed extraeuropei attraverso Aldi.
Quando un prodotto italiano eccelle, può raccontare l’Italia nel mondo. E noi vogliamo essere un acceleratore di questo percorso.

Le promozioni restano centrali nel mercato italiano. In un modello come il vostro, che punta molto sulla convenienza continuativa, che ruolo ha la leva promozionale?

Stiamo portando avanti un cambio di paradigma molto netto. Per anni il retail italiano si è basato soprattutto sulla pressione promozionale, ora noi stiamo invertendo questa logica.
Vogliamo che il cliente scelga Aldi consapevole di poter contare su prezzi trasparenti e affidabili, senza dover inseguire un’offerta temporanea di prezzo.
Ci tengo a chiarire che questo non significa eliminare completamente le promozioni. Queste ultime, fatte in periodi temporanei, con quantitativi limitati e prezzi particolarmente competitivi, continueranno ad avere un ruolo importante per creare scoperta, curiosità ed esperienza d’acquisto.
La vera evoluzione sarà il valore continuativo della nostra proposta presente ogni giorno, non limitata dunque all’eccezione promozionale.
La definirei una trasformazione culturale prima ancora che commerciale.

Il cliente Aldi è cambiato in questi anni? Avete intercettato nuovi target o nuove occasioni di consumo?

Il cliente oggi è molto più consapevole, informato ed esigente rispetto a qualche anno fa. E questo, per noi, è uno stimolo continuo a evolvere. Chi entra nei nostri negozi cerca convenienza, certamente, ma non solo. Cerca qualità, efficienza, semplicità di scelta e un’esperienza di spesa veloce e concreta.
Negli anni abbiamo intercettato pubblici sempre più trasversali: famiglie, giovani, consumatori attenti al rapporto qualità-prezzo ma anche clienti che prima non frequentavano il canale discount.
Credo che questo sia avvenuto perché il mercato sta premiando modelli chiari e coerenti. Oggi il consumatore vuole sapere cosa aspettarsi e vuole fidarsi dell’insegna che sceglie.
Il fatto di avere un assortimento coerente e riconoscibile su tutta la rete è un elemento molto forte di rassicurazione e affidabilità per i nostri clienti.

Quanto conta il punto di vendita nella costruzione della fiducia? Il format Aldi punta su leggibilità, velocità e semplicità: sono ancora elementi differenzianti?

Il punto vendita è senza dubbio la rappresentazione fisica della nostra promessa al cliente. È il motivo per cui abbiamo investito molto nel ripensamento del merchandising e dell’esperienza in negozio, ridisegnando completamente la disposizione delle categorie per rendere la spesa ancora più intuitiva, veloce e leggibile.
Il negozio di Aldi oggi è diverso da come era in passato. È un'altra rappresentazione del nostro cambiamento.
Blocchi verticali chiari, percorsi fluidi, comunicazione immediata e un’organizzazione costruita attorno alle reali esigenze di acquisto.
L’ingresso vede protagonista il reparto ortofrutta con una testata dove evidenziamo una selezione di prodotti del momento con prezzi particolarmente competitivi. La prima corsia è dedicata alla spesa essenziale degli italiani: uova, pasta, olio, sughi.
Il non-food è stato reso ancora più visibile e centrale, mentre gli spazi sono stati ottimizzati e le corsie sono state allargate per migliorare la fruibilità del negozio e agevolare chi fa spesa con grandi volumi.
Il nuovo posizionamento segue una logica molto semplice: il negozio deve essere funzionale al cliente e oggi, semplicità, velocità e leggibilità sono ancora elementi fortemente differenzianti.

Se dovesse indicare tre priorità commerciali per il 2026, quali metterebbe al primo posto: prezzo, qualità, freschi, marca privata, fornitori, sostenibilità, innovazione?

A otto anni dal nostro ingresso in Italia stiamo entrando in una nuova fase, più identitaria e coerente con il dna originale di Aldi, attraverso un modello di spesa differenziante che ha già dimostrato il suo valore a livello globale.
Se però devo sintetizzare la direzione del 2026, punterei su tre pilastri: prezzo, qualità e fiducia.
La convenienza resta il nostro terreno distintivo, il fiore all’occhiello che ha caratterizzato la nostra presenza in Italia sin dal 2018. Oggi la vera sfida è dimostrare che il prezzo basso ogni giorno può essere una promessa credibile, stabile e sostenibile nel tempo. È chiaro che si tratta di un cambio culturale importante all’interno di un mercato storicamente abituato a logiche promozionali sempre più spinte.
La qualità è ciò che rende quella promessa solida ed è un valore a 360 gradi, in termini di prodotti, filiere, relazioni con i fornitori ed esperienza complessiva in negozio.
E poi c’è la fiducia, che è il vero capitale da costruire e che implica coerenza, trasparenza e affidabilità, garantendo giorno per giorno quello che promettiamo.
Far parte di un grande Gruppo internazionale con standard qualitativi, etici e ambientali molto elevati ci consente di affrontare questa fase con una visione chiara e strutturata.
A otto anni dal nostro ingresso in Italia torniamo alle origini, ma con uno sguardo molto contemporaneo sul modo di fare retail oggi.

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