
Penny Italia (Rewe), retailer tedesco con una rete di circa 460 punti di vendita nel nostro Paese e una quota di mercato prossima al 6% nel canale discount, ha chiuso il 2025 con un fatturato a 1,68 miliardi di euro, in crescita del 2,44% rispetto a 1,64 miliardi di euro del 2024. Uno sviluppo sostenuto da nuove aperture, interventi di modernizzazione della rete e dal miglioramento dell’efficienza operativa, comunica il retailer.
Nuove aperture, appunto: i dati sono calcolati includendo il fatturato generato anche dai 15 nuovi negozi aperti nel 2025, 15.
“La fiducia del gruppo -comunica il ceo Penny Italia, Arnd Riehl- si traduce in investimenti per crescere e rispondere sempre meglio alle esigenze dei nostri clienti e delle nostre persone”.
La rete di Penny Italia: 30 nuove aperture entro il 2028
Nel piano industriale è previsto uno sviluppo selettivo e sostenibile della rete. 15 nuove aperture sono già programmate nell’anno in corso, in linea con il 2025, con circa 30 ulteriori aperture nel biennio 2027–2028. Il tutto mentre si articola anche un programma di ristrutturazione che interesserà circa 70 store esistenti.
Il piano è supportato da investimenti per 72 milioni di euro nel 2026 e di circa 200 milioni complessivi entro il 2028. In questa cifra sono compresi anche gli interventi destinati al potenziamento delle infrastrutture logistiche e dei magazzini.
Penny: il ruolo della mdd e dei freschi
Il modello commerciale di Penny si fonda sullo sviluppo della marca privata, che incide per circa il 60% del fatturato (oltre 950 milioni di euro) e che sarà rafforzata con la revisione e il rilancio di oltre 1.000 prodotti tra il 2026 e il 2027. La mdd funge primariamente da elemento centrale nella garanzia di convenienza per il cliente, ma l’azienda continua a investire anche sulla qualità dell’offerta e sul servizio, con i freschi che rappresentano circa il 40% del fatturato. I banchi serviti sono presenti in circa il 60% dei negozi.
Una radice territoriale per Penny in Italia
Penny enfatizza il suo ruolo come bastione della difesa dei territori in cui opera. Sono italiani circa il 90% dei fornitori del discounter, che offre circa un 75% di prodotti made in Italy.
Il retailer dà poi lavoro a oltre 5.100 collaboratori, a cui ha erogato più di 55.000 ore di formazione nel 2025.






