Parte la campagna 20 centesimi oggi per avere pane anche domani, lanciata da NaturaSì che chiede ai propri clienti di riconoscere 20 centesimi in più per ogni chilo di pane. Già oggi l'insegna concorda con i propri agricoltori un prezzo più alto della quotazione di borsa: dai 7 ai 12 centesimi in più al chilo per il grano tenero e duro, dai 4 ai 7 centesimi in più per il farro.
Alla base di questa scelta c'è una considerazione di base che parte da un quesito, tutt'altro che teorico: Se il grano continua a essere pagato così poco, tra vent'anni chi lo coltiverà? Secondo l'Istat, infatti, tra il 2006 e il 2025 la produzione di frumento tenero è calata del 21,4% e quella di frumento duro del 9,3%. Nel 2025 l'Italia ha importato 97 milioni di quintali di frumento, contro una produzione nazionale di circa 59,5 milioni. Tra il 2003 e il 2023, il numero di aziende agricole italiane è sceso del 42% e la superficie agricola utilizzata si è ridotta del 6,3%.
L'impegno di NaturaSì è dunque basato sulla lungimiranza e sulla consapevolezza che i prezzi eccessivi non rendono più possibile né sostenibile coltivare grano. 
La campagna e il coinvolgimento dei clienti
Il consumatore potrà sostenere questa operazione aggiungendo un contributo di 20 centesimi in più per ogni chilo di pane così come per gli altri derivati: pasta, farine, pizze e biscotti, che, invece, mantengono lo stesso prezzo. Sommando il contributo dei clienti a quanto NaturaSì già riconosce, gli agricoltori riceveranno 20 centesimi al chilo in più rispetto alla quotazione della Borsa di Bologna del 27 agosto 2026, quotato a 33 centesimi al chilo per il grano tenero biologico, 22 per il convenzionale. Questi 20 centesimi consentono di aumentare del 60% il prezzo pagato all’agricoltore. Per una persona che mangia un etto di pane al giorno si tratta di mettere in conto circa 2 centesimi quotidiani in più: 60 centesimi in un mese.
La somma dei contributi raccolti dai punti di vendita NaturaSì sarà rendicontata ogni tre mesi sulla base dei volumi di pane effettivamente venduto, sulla base dei dati registrati dalla Centrale del gruppo. Qualora la somma raccolta, unitamente a quanto NaturaSì già corrisponde in più agli agricoltori, non consentisse il raggiungimento dell’obiettivo perseguito, NaturaSì coprirà la differenza. In caso di eccedenza, invece, questa verrà distribuita tra aziende agricole biodinamiche ad organismo chiuso facenti comunque parte della filiera NaturaSì in proporzione ai volumi di grano venduti a NaturaSì nel corso del 2026. Entro il 15 novembre 2027 il totale sarà suddiviso ed erogato agli agricoltori in proporzione ai chilogrammi di grano venduti a NaturaSì nel corso del 2026.
Le dichiarazioni
“Con questa iniziativa – dice Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì-, vogliamo creare
consapevolezza e sostenere chi ci garantisce il cibo quotidianamente, partendo da un bene fondamentale come il grano e il pane. È un piccolo passo, sicuramente non ancora sufficiente ad affrontare un tema così complesso come quello del ‘giusto prezzo’, ma necessario a smuovere le coscienze verso la costruzione di una comunità del cibo, indispensabile per garantire un’alimentazione sana, un’agricoltura che si rigenera e una Terra viva a disposizione delle future generazioni”.
“Nel biologico - ha commentato Fabio Del Bravo di Ismea - la quota di aziende guidate da under 41 è più che doppia rispetto alla media dell’agricoltura, e anche la formazione agraria è molto più diffusa.”





