Action in Italia: la strategia dietro l’espansione, dal sito logistico di Novara alle persone

Operativo il primo centro di distribuzione permanente a gestione diretta nel Paese. Philippe Levisse: "Un asset fondamentale per supportare la nostra formula commerciale ad alta rotazione"

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L'apertura del primo centro di distribuzione permanente in Italia segna un punto di svolta nella strategia di espansione di Action nel nostro paese. Il colosso olandese del discount non-food, forte di un fatturato globale che ha toccato i 16 miliardi di euro nel 2025, abbandona la logistica di pura importazione, in precedenza la rete era servita da Lione in Francia, successivamente da un magazzino ad Asti e a Bologna per il centro e sud Italia, per radicare la propria supply chain direttamente sul territorio del nord ovest. L'hub di Novara non è solo un magazzino: è la chiave di volta per sostenere un piano di sviluppo che punta a superare i 250 punti di vendita nella penisola entro la fine del 2026.

L’asset logistico: efficienza e sostenibilità

Situato strategicamente nel cuore del Nord-Ovest, il nuovo sito di Novara si estende su una superficie di 57.000 metri quadrati, con una capacità di stoccaggio speculare di 57.000 posti pallet. La struttura, gestita in partnership con il provider logistico Fiege, è dimensionata per servire a regime fino a 270 negozi, garantendo l’approvvigionamento capillare necessario a sostenere i ritmi serrati del retail fisico. Philippe Levisse, general manager di Action in Italia, sottolinea come la scelta della location risponda a precisi criteri di intermodalità: "Novara è stata scelta per le sue eccellenti connessioni autostradali e perché baricentrica rispetto a un’area ad altissima densità abitativa". L’immobile riflette inoltre gli standard Esg del gruppo: certificato Breeam Excellent, il sito è completamente gas-free, dotato di pompe di calore e di un impianto fotovoltaico da 302 kWp, oltre a sistemi per il recupero delle acque piovane e pavimentazioni drenanti.

La formula commerciale: la "caccia al tesoro"

L’infrastruttura logistica è funzionale a un modello di business unico nel panorama europeo, basato su volumi elevati e una rotazione di magazzino estremamente rapida. L’assortimento di Action comprende circa 6.000 referenze suddivise in 14 categorie (dal fai-da-te al multimediale, fino al personal care). Tuttavia, la vera leva di marketing è la dinamicità dell'offerta: ogni settimana vengono introdotti circa 150 nuovi prodotti, creando nel consumatore l'effetto "caccia al tesoro" che stimola la frequenza di visita. La strategia di pricing è aggressiva e chiaramente segmentata: "La formula si basa su due concetti: il 30% dell'assortimento costa meno di un euro e un altro 30% meno di due euro", spiega Levisse. In totale, due terzi dei prodotti a scaffale hanno un prezzo inferiore ai 2 euro, un posizionamento che richiede una macchina logistica perfetta per preservare la marginalità.

Strategia digitale no eCommerce e capitale umano

In controtendenza rispetto al mercato, Action mantiene una strategia "No eCommerce". L’ecosistema digitale (sito e App, quest’ultima con 10 milioni di download ) funge esclusivamente da touchpoint di marketing per generare traffico in-store, evitando l'erosione dei margini tipica della logistica dell'ultimo miglio. "Modello di business semplice e costi generali ridotti" rimangono i mantra dell'azienda. Parallelamente, l'azienda conferma la scelta della gestione diretta per tutti i suoi 229 store italiani (dato a fine 2025), escludendo il franchising. Una scelta che Levisse motiva con la necessità di controllare la qualità del servizio e favorire la crescita interna: "Tutte queste persone, manager e assistenti, sono per la maggior parte frutto di promozioni interne. Abbiamo creato 320 posti di management ogni anno. Quando visiti un negozio, le persone sono orgogliose di lavorare da Action. Questo senso di appartenenza è fondamentale"

Uno sguardo al futuro di Action in Italia

Con 3.302 negozi in 14 Paesi e una crescita delle vendite like-for-like del 4,9% nel 2025, Action si conferma uno dei player più dinamici del retail continentale. L'investimento su Novara dimostra che l'Italia non è più solo un mercato di sbocco, ma una piattaforma operativa centrale. Mentre l'azienda lavora per ridurre del 75% le emissioni di Scopo 1 e 2 entro il 2030, la sfida per il prossimo biennio sarà replicare il successo del Nord Europa, portando la "formula Action" in modo capillare anche nel Centro-Sud Italia.

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