Arcadia Group: si prospetta la chiusura di 250-260 negozi

Retail

Al termine di un anno fiscale chiuso il 27 agosto scorso con un calo del fatturato (da 2,78 a 2,68 miliardi di sterline, circa 3,1 miliardi di euro) e una riduzione dei profitti da 213 a 133 milioni di sterline (155 milioni di euro) al netto di tasse e oneri eccezionali, per il Gruppo Arcadia si delinea la chiusura di 250-260 punti di vendita in tre anni.
La società, tra l'altro, ha accusato una perdita pretasse di 120 milioni di sterline (circa 140 milioni di euro), dal precedente profitto di 213 milioni.

550 milioni di sterline investite nell'ultimo quinquennio
In un'intervista alla Bbc, Sir Philip Green -patron del retailer, cui fanno capo tra le altre le insegne TopShop, TopMan e Miss Selfridge-, ha affermato che quest'anno una sessantina di store (su un totale di oltre 2.500 di proprietà, integrati da 600 shop in franchising) hanno abbassato la saracinesca. "Visto che per ulteriori 450-460 negozi nel prossimo triennio scadranno i contratti d'affitto - ha precisato - è verosimile una cessazione dell'attività per oltre la metà di questi spazi, quindi 250-260". "Può darsi che si concretizzino altre opportunità - ha aggiunto - ma questa è la prospettiva per quanto riguarda il portfolio esistente".
"Nell'anno fiscale 2011 - ha puntualizzato - abbiamo investito 113 milioni di sterline, una cifra che ha fatto lievitare al di sopra del tetto dei 550 milioni la somma stanziata nell'ultimo quinquennio".

Focus sugli Usa
Fra i 36 mercati nei quali si sviluppa il business un ruolo sempre più significativo è stato giocato dagli Usa, con il secondo opening a Chicago e il terzo previsto a Las Vegas nel marzo 2012. "Il margine è calato dell'1,8% - ha aggiunto - perché abbiamo deciso di non ritoccare i prezzi, facendoci carico di un aumento nell'ordine di 53 milioni di sterline che avrebbe impattato sulla clientela".
Sir Philip Green ha fornito un bilancio delle prime 12 settimane del nuovo fiscal year, in frenata del 4,4% su base like-for-like a causa delle incertezze economiche e della temperatura eccezionalmente calda nei mesi di ottobre e novembre. Una boccata d'ossigeno è venuta dal web, che ha performato bene sia durante l'anno (+27%), sia nelle 12 settimane (+21%).

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