Birra 32 e Verallia lanciano la prima bottiglia di birra per non vedenti

Braille 03_lowIl microbirrificio di Pederobba sarà il primo produttore a inserire una scritta in braille direttamente sul vetro della bottiglia delle 8 referenze. 32 Via dei Birrai ha sempre voluto decontestualizzare il concetto di “birra”, azzerandolo e ridefinendolo per creare un nuovo linguaggio nel variegato panorama del mondo birrario. Da sempre quello che l’ha contraddistinta è la sperimentazione aldilà della banalità: dalla scelta del contenitore alla veste grafica, dalla proposta degli abbinamenti culinari al posizionamento del prodotto.

Anche in questo caso, il birrificio ha voluto fare un passo in più rispetto alla consuetudine e ha sposato con tutto il cuore il progetto di Loreno Michielin, co-fondatore e responsabile commerciale: ha deciso di rinnovare le bottiglie delle 8 birre a beneficio dei non vedenti che, trovandosi in mano una bottiglia chiusa, oggi non sono nemmeno in grado di riconoscerne il contenuto.

“Questa iniziativa nasce dalla mia esperienza personale con un mio carissimo amico non vedente - afferma Loreno Michielin. Mi ha sempre colpito il fatto che ogni gesto per me scontato, come scegliere una bottiglia, per lui possa rappresentare una sfida pressoché insormontabile. Questo è il mio piccolo contributo per aiutarlo”.

Per dare il giusto valore al suo progetto, 32 via dei Birrai ha scelto le bottiglie Verallia, uno dei maggiori player del vetro cavo per alimenti, che ha anche un valore aggiunto: è uno dei player principali del riciclo del vetro post-utilizzo in Italia, grazie ai suoi due impianti Ecoglass che riciclano circa 650.000 tonnellate di rottame di vetro ogni anno.
In linea con questa disponibilità, Verallia si impegna ad aumentare costantemente la percentuale di vetro riciclato nei propri prodotti, con conseguente diminuzione delle emissioni di CO2 e i consumi energetici. Oggi, infatti, è in grado di produrre la bottiglia di Birra 32 raggiungendo fino al 90% di vetro riciclato, senza intaccarne la bellezza del design: cosa che ne fa una bottiglia etica, solidale, ma anche bella.

“A noi le sfide piacciono, soprattutto quando si possono concretizzare in una buona azione verso qualcuno in difficoltà - afferma Alessia Cappellin, responsabile marketing di Verallia. Quando Loreno ci ha raccontato con passione il suo progetto, l’abbiamo sentito subito anche nostro e ci siamo attivati al nostro interno per cercare di inserire la scritta nel punto migliore dal punto di vista produttivo e di ergonomia per il consumatore finale. Il risultato credo sia un successo, per tutti.”

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