Caro carburante: come intervengono i retailer?

I big del settore stanno adattando i prezzi seguendo il meccanismo del price cap. E i retailer si stanno adeguando a questo andamento per allinearsi ai più diretti competitor

Il meccanismo del price cap sembra essersi messo in moto. Il caro carburante sta mettendo a dura prova le tasche dei consumatori e vari big del settore stanno intervenendo promettendo prezzi più bassi. Lo hanno annunciato Q8, Eni e Ip e più recentemente anche Tamoil.

Ma il problema riguarda anche molti retailer entrati in questo comparto con distributori di carburante con la propria insegna. Ma quali sono le scelte? Proviamo a capire come i vari gruppi della distribuzione moderna si stanno adeguando al contesto.

Il Gigante

L'insegna affida a un post su Linkedin la scelta di responsabilità fatta. "In un momento segnato dal caro carburanti, scegliere la convenienza significa anche assumersi la responsabilità, e il costo, di una decisione concreta -scrive-. Di fronte all’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, alcune delle principali compagnie petrolifere hanno deciso di intervenire sui prezzi alla pompa. È una direzione che condividiamo. Ma per una realtà come la nostra, che non è una compagnia petrolifera, percorrere questa strada significa fare una scelta particolarmente impegnativa". In concreto questo vuol dire trovare la benzina a 1,990 euro a litro e il gasolio a 2,190 euro a litro. A riguardo aggiunge: "Una scelta che, alle attuali condizioni, significa praticare prezzi i cui ricavi non sono sufficienti a coprire i costi di gestione del servizio. Abbiamo scelto consapevolmente di non trasferire questi costi sul prezzo pagato dai nostri clienti, ma di sostenerli come azienda. Perché ci sono momenti in cui la convenienza non è soltanto una promessa commerciale. È una scelta che ha un costo. E abbiamo deciso di sostenerlo noi".

Nova Coop

Anche Nova Coop ha deciso di allineare i prezzi praticati nella propria rete di stazioni di
servizio Enercoop ai livelli adottati dai principali operatori del mercato, fissando il prezzo limite della benzina a 1,99 euro al litro e quello del gasolio a 2,19 euro al litro. Con questa scelta Nova Coop intende contribuire, "nell'ambito delle proprie possibilità, a contenere l'impatto dell'aumento dei costi dei carburanti sulle famiglie e sulle imprese, in una fase caratterizzata da forti tensioni sui mercati energetici e da un generale aumento dei costi" spiega la cooperativa.

L'intervento riguarda esclusivamente le stazioni di servizio a marchio Enercoop di proprietà di Nova Coop, che corrisponde alla rete sul territorio piemontese, presente ad Asti, Biella, Cuneo, Domodossola, Pinerolo e Vercelli. "Anche in questa occasione Nova Coop vuole fare la propria parte per contribuire a sostenere il potere d'acquisto delle famiglie - spiega Ernesto Dalle Rive, presidente di Nova Coop - e accompagnare le imprese in una fase di particolare pressione sui costi, questo rappresenta per la Cooperativa un forte investimento sui margini in un contesto nel quale non registriamo contrazioni del prezzo di acquisto dei carburanti e in un settore nel quale da sempre Nova Coop sviluppa politiche di forte convenienza a favore dei propri soci e clienti. È una scelta coerente con il ruolo che la Cooperativa ha assunto negli ultimi anni, intervenendo per quanto possibile per contenere gli effetti dell'inflazione per i consumatori nel carrello della spesa e che oggi vede nel costo del carburante la voce più pesante, per effetto delle tensioni internazionali".

Lo scenario comune

In generale, il coro è comunque unanime. "In questo momento la situazione è piuttosto complessa -ci spiega un operatore indipendente del settore, titolare di un'altra insegna che preferisce non venga citata-. Stiamo acquistando il carburante a valori molto vicini al prezzo finale di vendita e, di fatto, lavoriamo con margini che non consentono di coprire adeguatamente i costi di gestione e gli ammortamenti dell’impianto. A questo si aggiunge il tema delle iniziative di prezzo fisso o calmierato praticate da Eni e da altre grandi compagnie, per una pompa bianca diventa molto difficile competere con quei livelli di prezzo, con la conseguenza di perdere anche volumi di vendita e quindi ricavi".

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