In uno scenario economico segnato da consumi ancora deboli e tensioni geopolitiche che influenzano i costi di produzione, la vera sfida per il settore agroalimentare non è solo resistere, ma valorizzare la propria identità. È questo il messaggio forte che Conserve Italia ha lanciato dalla 22esima edizione di Marca, il salone internazionale dedicato alla Marca del dDistributore, tenutosi a BolognaFiere. Una presenza strategica per il Gruppo cooperativo, che si presenta non come un semplice fornitore, ma come il vertice di una "filiera agricola integrata" che poggia su una base sociale di 14.000 agricoltori.
Il valore dell'italianità oltre l'etichetta
Il cuore dell'intervento di Conserve Italia a Marca 2026 risiede nella difesa del concetto di "italianità". Per il direttore generale Pier Paolo Rosetti, questo non è un semplice elemento di marketing strategico, ma la "ragion d'essere" stessa dell'azienda. "Portiamo a Marca la nostra produzione da una filiera integrata", spiega Rosetti, sottolineando come il compito del Gruppo sia trasformare la materia prima conferita dai soci per portarla alla distribuzione garantendo qualità. Tuttavia, mantenere questi standard elevati di tracciabilità, etica e sostenibilità comporta dei costi precisi. In un contesto dove i rincari delle materie prime agricole – in particolare pomodoro e frutta – si fanno sentire, diventa cruciale condividere questi oneri lungo tutta la catena del valore in maniera trasparente.
L'appello alla gdo contro la concorrenza sleale
Il nodo centrale affrontato da Rosetti riguarda il rapporto con la distribuzione moderna. La richiesta è quella di una collaborazione più stretta per tutelare le eccellenze nazionali contro la "corsa al ribasso" dei prezzi. Esiste infatti una minaccia concreta rappresentata dalla concorrenza sleale di Paesi esteri che non sono tenuti al rispetto delle rigide normative italiane ed europee. Questo fenomeno colpisce duramente comparti chiave come i trasformati del pomodoro, i legumi e i cereali, in primis il mais dolce. Riconoscere il giusto prezzo al prodotto italiano significa quindi salvaguardare il lavoro agricolo e industriale che ne è alla base, evitando che venga sviliti da logiche puramente speculative.
Sostenibilità: investimenti e obiettivi 2027
Se la difesa della filiera è il pilastro etico, la sostenibilità e l'innovazione tecnologica rappresentano il braccio operativo della strategia di Conserve Italia. Il 2026 segna l'anno di compimento di un massiccio piano investimenti da oltre 86 milioni di euro, focalizzato su digitalizzazione e tecnologie produttive. Sul fronte ambientale, l'impegno è quantificabile e ambizioso. L'azienda ha presentato un report di sostenibilità che certifica un percorso iniziato vent'anni fa, ben prima che il tema diventasse mainstream. I nuovi obiettivi di sostenibilità per il triennio 2025-27 prevedono una riduzione di oltre 39.000 tonnellate di CO₂ (con l'audio che rilancia l'asticella verso le 50.000 tonnellate grazie a nuovi progetti) e il raggiungimento del 42% di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.
Le novità di prodotto: Yoga, Valfrutta e Cirio
La fiera è stata anche l'occasione per presentare le innovazioni di prodotto che arriveranno sugli scaffali, rispondendo alle nuove esigenze di consumo all'insegna del benessere e della praticità. Rosetti ha annunciato tre importanti novità che affiancano la presenza del Gruppo come partner della gdo. Per il brand Yoga, arriva la nuova bottiglia da 500ml nella linea "Zero", intercettando la domanda di succhi senza zuccheri aggiunti. Valfrutta espande la sua offerta nel mondo del pomodoro con nuovi sughi in vasetto da 190g a base datterino, puntando sulla dolcezza e la qualità della materia prima. Infine, Cirio recupera la tradizione con il lancio dei passati di verdura, completando così la gamma di zuppe pronte.




