Coop: lavoriamo per ottenere prezzi giusti

“Il Covid rappresenta una formidabile rottura di trend, che nessuno poteva immaginare e che ci coinvolge tutti, come persone e come manager, nel delineare soluzioni, che tengano conto dei cambiamenti che sono avvenuti nei consumi, alcuni una coda lunga destinata a sparire, altri che, invece, rimarranno e con i quali dobbiamo fare i conti -spiega Marco Pedroni, presidente di Coop Italia (oltre che presidente di recente nomina di GS1), alla presentazione del Rapporto Coop, l’appuntamento che come di consueto disegna l’identikit degli attuali nel 2020-. Non ho risposte chiare per tutti gli interrogativi, ma sono alla ricerca di strategie e politiche che tengano conto di questi cambiamenti.

 

Tempo di riflettere 

"Come Coop ci sono elementi dai quali non possiamo prescindere e sui quali stiamo già lavorando -continua Pedroni-: non solo a livello canali di vendita, come risulta anche dal Rapporto Coop di quest’anno per quanto riguarda il valore della prossimità (a livello di tipologia di vendita, ma anche di mobilità, nel senso della crescente importanza di isocrone all’interno dei 15 minuti, la necessità di ripensare le relazioni tra online e punto di vendita fisici, il focus sull’home delivery), ma anche la polarizzazione dei consumi, che ha accelerato le differenze tra le diverse fasce sociali. Per noi si tratta di Coop un scelte importanti -continua Pedroni- che fanno parte della nostra mission. Quindi per rispondere alla parte più debole della società con prodotti più sicuri, etici, di qualità, ma anche convenienti, il prezzo torna un tema centrale: parliamo di un prezzo che deve essere giusto dal campo al punto di vendita, che remuneri i fornitori che lavorano con noi, permetta ai nostri consumatori di fare una spesa caratterizzata da salute, sicurezza e buon cibo, per tutti. Prezzo giusto vuol dire non offrire promozioni a un centesimo, come abbiamo in giro questa estate, che non tengono conto dei costi di per tutta la filiera: noi abbiamo fatto scelte diverse, investendo oltre 100 milioni di euro, per bloccare i prezzi dei prodotti fino a settembre e garantire quella Buona Spesa, nostro posizionamento e filosofia dallo scorso anno, come testimoniato dalla comunicazione ad hoc, in onda”.

 

I cambiamenti in vista per offerta e negozi

In linea con queste dichiarazioni anche Maura Latini, amministratore delegato Coop Italia: “Abbiamo di fronte una situazione con molti spunti, sfaccettature e domande di cui tenere, a livello di offerta e anche di modelli di business. Serve apertura mentale e la consapevolezza che niente è scontato, perché la scommessa non è offrire un servizio in più e mantenere lo status quo dell’offerta tradizionale, ma rimettersi in gioco secondo il proprio dna. Ad esempio, l’eCommerce è cresciuto e cresce, fa parte delle scelte dei consumatori, ma quale il modello da seguire: uno unico valido per tutto il Paese o soluzioni più puntiformi che tengano conto, ancora una volta, delle caratteristiche dei diversi territori? Se la consegna a casa è gratuita, su chi ricadono i costi? Temi etici e di sensibilità, legati ad altri.

Di solito mi chiedevamo quale fosse il futuro degli ipermercati, oggi credo invece che la domanda corretta sia capire quale sarà il futuro di tutti gli spazi collettivi, non solo i punti di vendita, ma il futuro delle città. Per noi certo significa ripensare i negozi, lavorando su una loro maggiore connettività di fronte a consumatori iperconnessi, fornendo contenuti e informazioni per soddisfare, per quello che si può, i bisogni dei clienti: i temi centrali oggi riguardano la sicurezza, la salute, la qualità dei cibi, progetti sostenibili a livello economico e ambientale. Tutti elementi distintivi che noi come Coop abbiamo sempre avuto e sui quali stiamo continuando a investire: il nostro marchio di prodotti biologici Vivi Verde è il primo brand bio venduto nella gdo in Italia con oltre 150 milioni di fatturato nel 2019 e non ha cessato di crescere durante e dopo il lockdown con un trend a valore del +9%.

 

 

Andamenti e previsioni

“Difficili fare previsioni oggi, troppe le variabili in gioco, a partire dalle promozioni, prima fermate e poi ripartite con slancio -chiarisce Pedroni-. Prevediamo un leggero miglioramento del fatturato stimato in un + 1% e dunque con un valore superiore a 13 miliardi di euro nella sola parte retail”.

Risultati che dipendono anche dalle performance positive in alcune regioni. “In Lombardia, ad esempio, i decreti che hanno obbligato i consumatori a scegliere i negozi più vicini ci hanno portato nuova clientela -sottolinea Maura Latini-. Clienti non ci conoscevano e che invece hanno apprezzato la nostra offerta e sono rimasti nostri clienti, quando le scelte di negozi e insegne sono tornate più libere. Questo è successo nelle zone in cui siamo tradizionalmente più liberi, mentre nei bacini di elezione, le performance sono migliorate per la fiducia che si è rafforzata”.

 

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