La rete di vendita torna al centro delle strategie della distribuzione, ma con una logica diversa rispetto al passato: non conta più soltanto aprire nuovi negozi, conta farli rendere meglio. È quanto emerge dalle analisi di Romolo De Camillis, retailer director di NielsenIQ, sui primi mesi del 2026. Il retail, del resto, ha finalmente scoperto che metri quadrati vuoti non producono miracoli. Serviva giusto qualche decennio e una valanga di costi energetici per arrivarci.
La crescita del retail in Italia
Nei primi quattro mesi del 2026 il totale negozio omnicanale cresce del 2,6% a valore, mentre il largo consumo confezionato si ferma a +1,9%. Continua invece la forte accelerazione dell’eCommerce, che segna +13,6%. Un dato che non sostituisce il negozio fisico, ma costringe i retailer a competere su velocità, servizio, prossimità e chiarezza dell’offerta.
Secondo de Camillis, gli investimenti si stanno spostando dall’espansione delle reti alla produttività dei singoli punti vendita. La conseguenza è una nuova selezione dei format: soffrono soprattutto le grandi superfici oltre i 4.500 mq e le superette meno efficienti, mentre crescono gli ipermercati tra 2.500 e 4.499 mq, che registrano +6,5% a valore e +6,3% a volume, sostenuti anche dall’espansione della rete.
Occhio ai formati
Il discount continua a crescere grazie alle nuove aperture, mentre i supermercati mostrano l’andamento più stabile e strutturale, con +1,7% a volume e +0,8% a valore. Il focus si sposta così sulla riqualificazione: assortimenti più leggibili, pricing coerente, promozioni più mirate e maggiore produttività per metro quadro, soprattutto nei negozi di prossimità.
In questo scenario diventa centrale anche il rapporto tra industria e distribuzione. Marca industriale e marca del distributore tornano entrambe a contribuire alla crescita, in un contesto dove scaffali più chiari e promozioni meno dispersive diventano elementi strategici. Perché nell’omnicanalità il valore non si costruisce da soli, ma insieme. Una frase molto elegante per dire che, se il punto vendita confonde il cliente, il cliente compra altrove in dodici secondi netti.




