Despar: il cliente è sempre al centro

Lucio Fochesato, direttore generale Despar Italia

Sicurezza per clienti e dipendenti, adottando tutti i dispositivi e le soluzioni richieste dalla situazione; miglioramento del servizio di consegna a domicilio, sempre più elemento distintivo anche dei format di vicinato e di quartiere, nei piccoli paesi come nei quartieri delle città; attenzione e sostegno al territorio: queste le priorità sulle quali Despar Italia con la sua rete si è concentrata in queste settimane. “In questo periodo tutti i nostri soci hanno dimostrato una grande capacità nel prendere decisioni rapidamente, essere proattivi ed uniti, in una situazione nuova per tutti ”, spiega Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia.

Cosa avete imparato da questa crisi sanitaria?

Gli elementi fondamentali sono due: il primo ha a che fare con la capacità di prendere decisioni rapidamente, adattarsi a una situazione in continua evoluzione, riuscire a mettere in atto soluzioni concrete e utili con velocità. Il secondo elemento, invece, riguarda la forte tenuta della rete di relazioni tra le società del gruppo. Un legame che abbiamo costruito negli anni e che nell’emergenza si è espresso con maggiore vigore, attraverso collaborazioni e incontri per scambiarsi esperienze e merci. Anche Spar International ha lavorato in questo senso, agevolando le importazioni di mascherine da Spar Cina in un momento in cui in Italia erano introvabili. Una conferma di essere un grande gruppo che si aiuta nei momenti difficili.

Come sta cambiando l’approccio al mercato in questa fase?

Ci sono prodotti che hanno registrato nelle ultime settimane anche il 100% in più di vendite come lievito, farina, pasta sfoglia, scatolame e fagioli. I surgelati sono saliti del +35%, nel non alimentare sono cresciuti molto i consumi di prodotti legati a pulizia e disinfezione. Abbiamo garantito, e lo faremo sempre, la presenza di tutto l’assortimento, con particolare attenzione alle mdd: qui abbiamo limitato le rotture di stock anche grazie all’impegno di tutta la filiera produttiva. In futuro, sono convinto che bisognerà presidiare meglio alcune categorie, ma rimane l’obiettivo su sviluppo di prodotti salutistici e a minore impatto per l’ambiente.

Da sempre il vostro tratto distintivo verso le mdd.

Infatti, continuiamo il percorso intrapreso da qualche anno con lo sviluppo del nostro prodotto a marchio improntato ai nostri valori di sempre (salute, ambiente, territorio) per rafforzare la nostra reputazione presso i clienti ed il mercato. Anche quest’anno, nonostante questi alti e bassi, prevediamo di chiudere con un incremento positivo sia di quota sia di vendite, perché siamo convinti che le nostre linee a marchio siano un elemento centrale per il cliente nella scelta di Despar come insegna di riferimento. Inoltre, stiamo sviluppando, con la linea Enjoy, nuovi prodotti di maggiore servizio come Food To Go. Infine, andremo a sviluppare alcuni prodotti in categorie molto richieste nell’emergenza anche con doppio fornitore.

A proposito, cambieranno i rapporti con l’industria nei prossimi mesi?

Per Despar Italia è importante aver costruito negli anni relazioni di forte partnership con i propri fornitori: il 98% di chi ci fornisce mdd è italiano e, in questi mesi di emergenza, ci hanno seguito molto e li ringrazio tutti per il loro lavoro. Del resto, parliamo di rapporti solidi: lo erano in passato, lo sono e come tali rimarranno. Anzi, i nostri partner mdd stanno collaborando in importanti progetti per la creazione di valore per il cliente, dal punto di vista sia salutistico, sia di gusto sia soprattutto come espressione del territorio e della tradizione italiana.

Previsioni per i prossimi mesi?

Difficili. Avremo minori vendite causate dalla crisi economica delle famiglie e soprattutto dalla riduzione forte di presenze del turismo straniero. Dovremo stringere i denti e dare sostegno alle famiglie con attività di blocco dei prezzi e maggiori servizi. Allo stesso tempo, sarà fondamentale l’impegno per conservare e tutelare l’agroalimentare italiano, trovando soluzioni per tutti quei prodotti il cui approvvigionamento è diventato difficile, in modo da garantire sempre l’assortimento ai nostri clienti.

A livello di sviluppo, quali i vostri programmi?

Proseguono, nonostante i rallentamenti causati da questa situazione. Apriremo nuovi store in tutte le zone in cui siamo già presenti, con particolare attenzione a Emilia-Romagna (con focus sulla Romagna), Abruzzo e Sicilia, dove i nostri soci (Aspiag, Maiora ed Ergon) stanno costruendo nuove piattaforme.

Inoltre, cerchiamo nuovi soci in quelle aree non ancora presidiate come Toscana, Lazio, Umbria e Marche, con profilo in linea con il nostro mondo: cerchiamo imprese con fatturati interessanti, solide dal punto di vista finanziario, una buona gestione della rete focalizzata su piccole e medie superfici, anche con una quota di affiliazione. Siamo un sistema che cresce, perché i nostri negozi si fanno ricordare per l’attenzione che prestiamo alla qualità del cibo, con prodotti che rispondono a valori importanti di salute e benessere, oltre a coerenza e voglia di fare, tutti elementi essenziali per crescere.

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