È nata Unicoop Etruria, fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia

Ufficiale la nascita del nuovo attore del mondo Coop. Dalla fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia ecco Unicoop Etruria

Ufficiale: è nata Unicoop Etruria dalla fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia. “Oggi -comunica Ernesto Dalle Rive, presidente associazione nazionale cooperative consumatori-Coop- segniamo un punto di arrivo importante di un percorso che ha visto tutta la cooperazione di consumatori impegnarsi alla ricerca di nuove sinergie ed equilibri a vantaggio della collettività”.

il cda di Unicoop Etruria

Il percorso di aggregazione

La cooperativa ha 780 mila soci, oltre 170 store tra Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo e circa 5.800 lavoratori. Il percorso, annunciato a gennaio, è volto a creare sinergie economiche, produttive e sociali per rafforzare il ruolo della cooperazione di consumo nell’Italia centrale, risparmiando e valorizzando il legame con il territorio.

Simonetta Radi, presidente del consiglio di sorveglianza

Il fine è anche di: “Rafforzare il ruolo della cooperazione di consumo nell’Italia centrale -illustra Simonetta Radi, presidente del consiglio di sorveglianza-. Questa fusione rappresenta un passo strategico che valorizza le sinergie economiche, produttive e sociali tra le cooperative del distretto tirrenico, in un’ottica di crescita condivisa e sostenibile”. Tra febbraio e marzo le assemblee dei soci hanno ratificato. Il fatturato stimato della nuova realtà dovrebbe toccare il miliardo di euro. L’obiettivo è ambizioso: Unicoop Tirreno dal 2020 (ma c’è chi dice che la crisi dura da 20 anni) ha avviato un piano di risanamento che ha portato la cooperativa a un progressivo rientro dalle perdite. Anche Coop Centro Italia ha attraversato una riorganizzazione, come già raccontato nell'articolo al link.

Per i soci un ruolo più strategico

Gianni Tarozzi, presidente del consiglio di gestione

Tra le principali novità, Unicoop Etruria ha un modello di governance con una divisione di ruoli tra chi rappresenta i soci e chi ha responsabilità gestionali. Una configurazione che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire ai soci un ruolo più attivo e strategico, mettendoli più al centro nelle scelte della cooperativa. “L’integrazione tra due importanti realtà del mondo Coop -afferma Gianni Tarozzi, presidente del consiglio di gestione- ci permette di affrontare con maggiore forza le sfide del mercato e di continuare a innovare il nostro modello di impresa cooperativa. Il nuovo assetto organizzativo ci consentirà di ottimizzare risorse e competenze, migliorare l’efficienza operativa e rafforzare l’offerta commerciale, mantenendo alta l’attenzione alla qualità, alla convenienza e all’etica del consumo. In un contesto in continua evoluzione investiremo nella rete di vendita, nei servizi ai soci e nella valorizzazione delle filiere locali e responsabili”.

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