Esternalizzare attività per ripianare perdite: la ricetta di Coop Estense

 

di Alessandra Bonaccorsi

Coop Estense vuole modificare i propri modelli operativi e organizzativi per riportare l’azienda a pareggio. “In cinque anni abbiamo perso 50 milioni di euro in Puglia” sottolinea il presidente Mario Zucchelli che annuncia la volontà di esternalizzare fasi di lavorazione e attività dei punti di vendita per rimettere in sesto i conti. In quest'ottica, le prime attività da far gestire esternamente sarebbe l’allestimento dei reparti grocery e successivamente la gestione delle pescherie. Attraverso queste modifiche la cooperativa stima di generare un contributo di circa 1,3 milioni di euro che, unitamente al recupero delle vendite e al contenimento degli altri costi, dovrebbe ridurre del 30% la perdita del 2014. “Le linee commerciali definite per il 2015 -spiega Zucchelli- si pongono l’obiettivo di produrre un forte incremento delle vendite, che contribuisca al miglioramento del risultato netto per almeno 1,5 milioni di euro”. Qualificazione dell’offerta, investimento in promozionalità e fidelizzazione, rafforzamento del rapporto con la produzione locale sono le leve su cui si interverrà, unitamente all'allargamento del servizio attraverso un ulteriore sviluppo della rete di distributori di carburante.

Sulla possibilità di esternalizzazione, però, è in corso un braccio di ferro con i sindacati. “Le posizioni al momento rimangono molto distanti”, conferma la segretaria generale della Filcams Cgil Puglia, Mari Manocchio. Per trovare una soluzione, Coop Estense e le diverse sigle sindacali si troveranno il prossimo 30 giugno intorno a un tavolo ministeriale per trovare una soluzione.

Curiosa di tutte le forme di retail, italiano e internazionale, fisiche e online, food e non food. Da anni, seguo le evoluzioni (e le involuzioni) di questo mondo con l'obiettivo di raccontare, con occhi attenti e un pizzico di ironia, nuove realtà, iniziative originali, aggregazioni innovative, negozi d'impatto, e …

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