#fase2retail: come cambieranno i negozi

Prossimità, discountizzazione, sviluppo dell'online, convenienza e promozioni: queste, secondo Andrea Petronio, di partner Bain & Company, le sfide che il retail si trova ad affrontare nei prossimi mesi e per i quali deve attrezzarsi ulteriormente. Temi che sono stati approfonditi nel corso di un webinar che si è tenuto mercoledì mattina e che ha visto, come protagonisti, Francesco Pugliese, Ad di Conad, Andrea Valota, Ad di Burger King Italia, Fabio Pampani, Ad di Profumerie Douglas, Giorgio Rossi, presidente di Coin, e Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Ad di Unieuro.

Qui riportiamo le loro visioni su come si evolverà l'experience nei punti di vendita e quanto peserà l'eCommerce e come si rapporterà con la rete fisica, mentre su Mark Up sono sviluppati argomenti più istituzionali, legati alle richieste al Governo per ripartire, a come stanno cambiando i consumi, alle relazioni con l'industria.

Francesco Pugliese: il valore della prossimità e lo sviluppo dell'eCommerce

"Per noi  di Conad la prossimità è da sempre un elemento distintivo delle nostre formule di vendita, che non ha un'unica definizione, ma deve essere declinata in termini di servizi in funzione del territorio e delle caratteristiche della clientela. E il nostro sistema basato sui soci imprenditori ci garantisce questa flessibilità. Una flessibilità che deve tenere conto che un negozio con una stessa metratura svolge un ruolo diverso a secondo che sia in una grande città o in centri più piccoli (anche se a Milano la prossimità arriva fino a 2.000 mq): nei centri urbani, servizio significa freschi e freschissimi, piatti pronti e gastronomia, mentr sotto i 5.000 abitanti, il negozio di 600 mq è un piccolo super che deve avere meno piatti pronti, ma un assortimento completo fino all'extralimentare. Deve anche essere chiaro che per garantire un livello di servizio differenziato serve una struttura dei costi coerente, con un modello di logistica, che deve essere e compatibile. In questo senso, l'eCommerce, inteso come servizio ulteriore, non può che essere a pagamento. Certo crescerà, ma l'Italia non è Milano e c'è chi continuerà a preferire di comprare il cibo, soprattutto i freschi, ortofrutta in primis, in negozio. Sono convinto, comunque, che le vendite online food arriveranno a una quota del 5% nell'arco di 3-5 anni".

Andrea Valota: ripensare il negozio

"La nostra sfida per il prossimo futuro riguarda come faccio a rendere piacevole un'esperienza felice date le limitazioni in termini di igiene e sicurezza, che oggi stiamo vivendo nei negozi. Per questo, stiamo per avviare, entro l'estate, una nuova app che permetta di prenotare sia l'ingresso nei nostri ristoranti per comprare quello che serve sia per prenotare un tavolo. Questa soluzione ci sembra la più adatta per mantenere questa voglia di condivisione che si vive nei nostri locali. Certo significa aggiungere altri costi, rispetto a quelli che stiamo già sostenendo per mettere in sicurezza i nostri ristoranti (come spazi e come dipendenti, compresi coloro che si occupano dell'home delivery) con tutti i dispositivi necessari per garantire un soggiorno tranquillo e senza preoccupazioni. Del resto, più che costi sono investimenti essenziali per mantenere il business. Per questo escludiamo di chiudere strutture, una decisione molto sofferta che ci vedrà impegnati nella ricerca di tutte le opzioni possibili, a partire da una rimodulazione degli orari".

 

Fabio Pampani: un nuovo concetto di omnicanalità

"Sono convinto che dobbiamo immaginare nuove connessioni tra online e rete fisica, che vadano anche oltre il concetto di eCommerce, che già facevamo e che cresce. Abbiamo creato un negozio virtuale, nel quale le clienti si potevano interfacciare con le nostre esperte e ci siamo accorti che oggi questo negozio è il primo per fatturato della nostra rete di oltre 500 store. Il contatto con professionisti in grado di intervenire con consigli adeguati in un momento complesso come l'attuale si è rivelato un'arma vincente: abbiamo registrato tassi di conversione in acquisti del 50%. Un approccio consulenziale di cui abbiamo potuto notare anche nel successo dei tutorial inseriti sul nostro sito. Significa che si sta affermando un concetto più ampio di omnicanalità di cui dovremo tenere conto anche nelle relazioni con l'industria di marca, puntando sempre di più sulla costruzione di momenti di aggregazione e di relazione tra digitale e negozio fisico".

 

Giorgio Rossi: ripensare i negozi

Ï negozi cambieranno nella loro anima, non solo per il rispetto delle norme di sicurezza, ma anche per le nuove abitudini e comportamenti che i consumatori dimostreranno. Dobbiamo ridisegnare negozi più belli, ripensare orari più lunghi, per arrivare a un aumento dello scontrino medio e a permettere ai clienti di fare acquisti in sicurezza e divertendosi. Sono anche convinto che, rispetto a catene come Coin, torneranno prima alla normalità i negozi medio piccoli.

 

Giancarlo Nicosanti: testare soluzioni nuove

"Oggi assistiamo all'affermazione di processi che, senza il Covid19, avrebbero impiegato tempi decisamente più lunghi: penso soprattutto all'eCommerce nel quale abbiamo sempre creduto e che cresce anche perchè viene utilizzato anche dai nostri affiliati e dai nostri punti di vendita più piccoli, che hanno svolto e svolgeranno anche nel prossimo futuro un ruolo di prossimità di fronte a un consumatore che compra per bisogni. L'evoluzione che vedo per la nostra rete di negozi (la cui media è già scesa sotto i 1.500 mq) e per la nostra insegna è quella di trovare tutte le soluzioni possibili che permettano al consumatore di accedere alla nostra offerta, consapevoli che gli acquisti d'impulso sono finiti, al momento. Vuol dire che ci sarà l'home delivery (la cui marginalità sta aumentando), tornerà il click&collect, diminuito drasticamente per ragioni di forza maggiore, serviranno  soluzioni sicure per chi vorrà venire in negozio facendo la fila, mentre altri vorranno accedere solo al pagamento o altri avere un trattamento personalizzato su appuntamento. Bisognerà, insomma, testare molti elementi nuovi, anche se non tutti andranno a buon fin, ma con il virus, fino che non avranno trovato un vaccino, dovremo convivere ... E non fare niente è il peggio che possiamo fare

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