Il ruolo strategico della pl nella frutta secca Conad

conad antica milizia

La categoria della frutta secca è particolarmente dinamica. È evidente come negli ultimi anni la categoria sia riuscita a cavalcare il trend positivo del benessere/salutismo, evidenziando tutte le proprietà nutrizionali di cui questi prodotti sono ricchi. Ne abbiamo parlato con Gianmarco Guernelli e Alessandra Manzato, rispettivamente responsabile acquisti ortofrutta e group category manager freschi e surgelati di Conad. “In Conad nel complesso la categoria cresce del 17% -racconta Guernelli-. In particolare si segnala la crescita dei mix, che tuttora registra un +34% nella media supermercati e +71% all’interno di Conad e del mondo dei semi, +31% nei super e +28% in Conad. Ma nei nostri punti di vendita registrano crescite molto importanti anche la frutta disidratata (+34%), le nocciole (+28%) e pistacchi (+22%)”.

In che modo puntate a posizionarvi in maniera distintiva?
La novità più importante riguarda il potenziamento dell’offerta di prodotto a marchio con il lancio di una linea di 9 referenze da agricoltura biologica all’interno del nuovo marchio Verso Natura Bio. Nei prossimi mesi copriremo sempre con questo marchio un nuovo segmento caratterizzato da trend di crescita molto importanti. Il prodotto a marchio gioca un ruolo strategico nella categoria, sviluppando una quota del 55% nel segmento della frutta secca senza guscio e del 73% nel segmento con guscio.

Monitorate il comportamento d’acquisto di frutta secca dei clienti?
Teniamo monitorati gli andamenti dei segmenti, delle marche e dei singoli prodotti, per essere certi di offrire un assortimento adeguato alle loro esigenze. Analizziamo i dati di mercato con i dati della nostra insegna e ci confrontiamo sempre con chi gestisce la categoria in periferia, per avere il polso sempre aggiornato sulle preferenze.

Sulla base di quali criteri organizzate l’assortimento nei differenti format di vendita con cui operate?
Per la categoria della frutta secca, così come per tutto il largo consumo confezionato, sviluppiamo piani di categoria e condividiamo con le nostre cooperative assortimenti distinti per canale (Conad City, Conad Super, Conad Superstore e Conad Ipermercati) e, quando rilevante, anche per area geografica.

Potete descrivere brevemente le aree di intervento su cui vi siete focalizzati ed i risultati conseguiti?
Definiamo le numeriche corrette per la categoria, per i segmenti e condividiamo qual è il ruolo del prodotto a marchio e quali marche tenere in assortimento. Tutto questo avviene sempre tenendo in considerazione le dinamiche dei singoli segmenti, valutando quanto spazio va poi dedicato a scelte locali che rispondano alle esigenze dei vari territori. Nel corso dell’ultima revisione, abbiamo incrementato lo spazio dedicato a mix e semi e alla proposta da agricoltura biologica, con riscontri molto positivi.

Quali considerate essere i contenuti informativi più efficaci da veicolare fuori e dentro il punto divendita per sostenere gli acquisti specifici di frutta secca?
È sicuramente opportuno continuare ad insistere sulla valorizzazione dei contenuti nutrizionali della frutta secca, in particolare vitamine, minerali e contenuto di grassi “buoni”. Questo messaggio va integrato con l’indicazione della corretta porzione, per raccomandare un’assunzione bilanciata anche in termini di calorie.

Che percorsi avete attivato per ottimizzare la condivisione del patrimonio di conoscenze su prodotti e clienti fra centrale e periferia?
Oltre all’appuntamento annuale per condividere il piano di categoria e l’assortimento comune, ci incontriamo ogni mese con i nostri colleghi di cooperativa per condividere le linee guida operative per lo sviluppo del reparto, dalla pianificazione delle attività promozionali, al supporto con attività di comunicazione fino allo sviluppo del prodotto a marchio.

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