Il vino in gdo ritrova il suo dinamismo

di Alessandro Battaglia Parodi

Sono decisamente interessanti le vendite del vino nella grande distribuzione nell'ultimo anno. Le anticipazioni di una ricerca Iri che verrà presentata al prossimo Vinitaly (22-25 marzo) mostrano infatti un'inversione di tendenza rispetto al 2013 e alle stagioni precedenti. Il vino confezionato fino a 75 cl segna un +1,5% a valore e un +0,2% a volume. I vini a denominazione d’origine spuntano un +1,3% in valore per i vini a denominazione d’origine in bottiglia da 75 cl e riducono la frenata a volume, (0,7% in controtendenza rispetto al 2013 quando si era arrivati a –3,2%). Segnali timidi, ma che fanno ben sperare per la stagione in corso.
La ricerca indica anche quali sono i vini più amati dagli italiani nell'ultimo anno: capolista rimangono gli imbattibili Chianti e Lambrusco, che mostrano però una flessione delle vendite a volume. Al terzo posto il Vermentino continua a crescere di anno in anno, seguito da Prosecco, Nero d’Avola, Muller Thurgau e Traminer. Tra gli “emergenti”, cioè con maggior tasso di crescita, troviamo i vini marchigiano-abruzzesi Pecorino e Passerina, tallonati dal siciliano Inzolia. Entra in questa classifica, per la prima volta, il laziale Orvieto.

“La questione fondamentale per il 2015 ed i prossimi anni è la difesa del valore da parte delle cantine e della gdo -commenta Virgilio Romano, client service director di IRI-. La rincorsa dei volumi come prevalente obiettivo di crescita rischia di rivelarsi controproducente. Quindi sì alle promozioni, ma con intelligenza strategica. Perché la difesa del ‘valore’ passa dalla difesa dei prezzi”. Il tema del value sarà, del resto, al centro della tradizionale tavola rotonda di Vinitaly che vedrà confrontarsi produttori e distributori su un argomento dirimente, come evidenzia Angelo Corona, rappresentante di Federdistribuzione, nonché direttore acquisti PL di Finiper: “Saper calibrare le promozioni è fondamentale. Occorre sostenere i consumi, non solo di vino, ma senza drogare il mercato e senza annullare la percezione del giusto prezzo, che i consumatori devono mantenere. E su questi segnali occorre lavorare per dare continuità. Va ripensato il display dello scaffale, per abbinare un assortimento profondo con criteri che rendano facili la lettura dell’esposizione e la scelta. La comunicazione va migliorata e resa più efficace, sia lavorando sullo scaffale, sia con ‘app’ per gli smartphone, introducendo degustazioni e settimane del vino regionale. O evidenziando il corner del vino biologico che nei supermercati è ancora di nicchia, ma è cresciuto nel 2014 dell’11,3% a volume e ha raggiunto i 1.432.000 litri venduti”.

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