Intimissimi ha avviato una nuova campagna di raccolta abiti con Humana People to People Italia, organizzazione non profit attiva nella raccolta, selezione e vendita di capi usati. Fino al 30 aprile, è possibile portare le proprie maglie e pigiami usati – ma in buone condizioni - negli oltre 700 punti di vendita della catena in Italia, Spagna e Portogallo.
Non è la prima volta che i due attori collaborano, ma in questa edizione l’operazione coinvolge per la prima volta tre mercati in contemporanea, uno sviluppo reso possibile anche dal fatto che Humana Italia è membro della Federazione Internazionale Humana People to People, presente in 46 Paesi del mondo e parte di una filiera globale. Un aspetto significativo anche in vista delle nuove normative che riguarderanno la Responsabilità Estesa del Produttore.
I capi donati dai clienti saranno affidati all’organizzazione non profit che si occuperà di selezionarli e venderli: l’introito economico generato andrà a finanziare i progetti di sviluppo che Humana realizza in ambito di salute, istruzione, agricoltura e sviluppo comunitario, Tra questi i programmi di agricoltura urbana, i percorsi educativi nelle scuole e le piantumazioni. Nel 2024, anche grazie al processo di raccolta, selezione e valorizzazione di indumenti usati e alle numerose partnership con enti e aziende, la Federazione di Humana ha raggiunto 15 milioni di persone nel mondo attraverso oltre 1.800 progetti di cooperazione internazionale.
In aggiunta alla campagna di raccolta abiti, Intimissimi ha deciso di sostenere direttamente il progetto di Humana in Mozambico “Water for Change”, che ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza idrica per 250 donne vulnerabili nella località di Matibane, nella provincia di Nampula. Il progetto prevede l’installazione di un sistema idrico alimentato a energia solare che include un pozzo, una torre idrica e un sistema di distribuzione. Questo ridurrà la dipendenza delle donne da fonti di acqua insicure, migliorerà il loro accesso all’acqua pulita per contrastare l’insorgere di malattie, e consentirà loro di dedicare più tempo all’istruzione e ad attività generatrici di reddito.





