La propensione all’internazionalizzazione delle reti italiane: luci e ombre

L'internazionalizzazione delle reti italiane in franchising rappresenta uno degli indicatori più significativi per la valutazione delle competitività del nostro sistema Paese al di fuori dei confini domestici. In primo luogo, perché le reti con una stabile presenza all'estero consentono una maggiore presenza di prodotti e servizi italiani sui mercati esteri. Non a caso una delle maggiori difficoltà dei nostri prodotti ad uscire dai confini domestici risiede proprio nella carenza di una distribuzione italiana nei mercati dell'Ue ed extra Ue, diversamente da quanto succede per i prodotti stranieri, presenti sui mercati italiani anche perché “trainati” dall'esistenza di sistemi distributivi stranieri sul mercato italiano. In secondo luogo, perché l'internazionalizzazione consente una minore dipendenza della rete dal mercato domestico.
La tabella 1 mostra i principali indicatori delle reti italiane sotto il profilo dell'internazionalizzazione. Dalla lettura dei dati si può constatare come la presenza delle reti italiane all'estero sia cresciuta significativamente negli ultimi anni: nel 2004 le reti con punti di vendita all'estero erano 160 (il 28,1% delle reti attive), 200 nel 2007 (il 27,7% delle reti italiane), fino ad arrivare a 222 nel 2009 con un'incidenza del 25,5% sull'intero sistema franchising censito, con un incremento, rispetto alla precedente rilevazione del 2008, del 5,2%.

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La crescita all’estero richiede uno sviluppo consolidato “in casa”, organizzazione e sostegno finanziario | Gdoweek | 12 luglio 2010 |

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