Alberto Auricchio, amministratore della Gennaro Auricchio Spa, intervistato ad Anuga, ci ha parlato della forte vocazione all'export dell'azienda, che copre 60 Paesi e rappresenta quasi il 50% del fatturato. Il focus è sulla sfida del dazio sul Pecorino Romano negli Stati Uniti, un problema aggravato dalla svalutazione del dollaro. L'azienda presenta inoltre una nuova linea di prodotti a marchio 3B Latte, diversificando le proposte con formaggi freschi di bufala, capra e vacca, introducendo prodotti innovativi come i Camembert di bufala e capra. Auricchio sottolinea infine il grande potenziale di espansione nei mercati asiatici e sudamericani.
Tra dazi sul percorino e sguardo internazionale per Auricchio
La Gennaro Auricchio Spa si conferma un'azienda con una marcata e storica vocazione internazionale. "L'export non è solo una componente del business ma, -afferma Auricchio-, è 'sempre stato un pallino'. Attualmente, le esportazioni costituiscono quasi il 50% del fatturato, raggiungendo 60 paesi nel mondo. Il mercato estero, tuttavia, non è esente da ostacoli, in particolare quello statunitense". Un tema di grande attualità è infatti la battaglia contro il dazio imposto sul Pecorino Romano, un prodotto di fondamentale importanza, soprattutto per la Sardegna, dove "il 65-66% di tutta la produzione va negli Usa".
Auricchio ha approfittato della presenza del ministro dell'Agricoltura del governo Meloni, Francesco Lollobrigida ad Anuga per sollevare la questione, chiedendo un "aiuto per il Pecorino Romano negli Stati Uniti". La "guerra dei dazi" ha portato il prodotto da un’aliquota zero al 15%, un incremento notevole che si somma all’effetto della svalutazione del dollaro. L'AD precisa: "oltre al dazio subiamo anche svalutazione del dollaro, cosa di cui raramente se ne parla. Sono altri 10 punti, perché è passato da 1,07 a 1,17, quindi un 25% in più sul prezzo potrebbe veramente rappresentare un grosso problema per il pecorino". Nonostante la gravità della situazione, il ministro Lollobrigida ha tranquillizzato l'azienda, lasciando sperare in "buone notizie".




