Linkontro Nielsen: Mediterraneo al centro dei grandi cambiamenti

Dalla nostra redazione a Santa Margherita di Pula

Guardare con occhi nuovi al cambiamento: “L'unico viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi”. Con questa frase di Marcel Proust, si sono aperti i lavori della 27° edizione de Linkontro “Surfing the change prove tecniche di innovazione” che, in questa prima sessione, si sono concentrati sui grandi cambiamenti avvenuti in questi anni, dalla crisi finanziaria mondiale, agli sconvolgimenti politici del bacino del Mediterraneo, fino ad arrivare alla “nuova socializzazione” sotto la spinta dei device intelligenti.

Adeguare velocità e consumatori
“Siamo di fronte a un consumatore complesso e globale, che non solo usa la rete per interfacciarsi e relazionarsi con persone, che conosce o meno, ma di cui si fida, ma dipende dagli smartphone come non mai, fenomeno che non ha eguali nella storia -ha precisato Roberto Pedretti, Ad di The Nielsen Company Italy-. Si tratta di comportamenti trasversali a tutti i target, dai giovani, che rappresentano comunque l'avanguardia agli adulti che, ormai, navigano anche più dei giovani”. Questo significa che per individuare i target dei propri prodotti e servizi non bastano le categorie socio demografiche usate finora, ma bisogna adottare nuovi punti di vista e approcci innovativi.
Mediterraneo, uno spazio comune Ma se gli italiani sono preoccupati da crisi e disoccupazione non sfugge loro la complessa e sanguinosa vicenda che sta sconvolgendo i popoli aldilà del Mediterraneo, in prima istanza la guerra in Libia. “La ribellione in atto è, però, il primo segnale positivo che possiamo osservare negli ultimi vent'anni dei rapporti tra Occidente e mondo arabo -ha sottolineato Vittorio Emanuele Parsi, dell'Università Cattolica di Milano-. Si tratta di un'inversione di tendenza importante, che evidenzia una convergenza politica su valori universali, che non sono quelli che hanno contraddistinto la storia occidentale, ma sono con essi compatibili. Questa convergenza -ha continuato Parsi- parte già da uno spazio fisico comune (il Mediterraneo), nel quale tutti devono essere inclusi per trovare soluzioni comuni ai problemi”.

Previsioni
Difficile fare previsioni sulla tenuta e sulla durata di questi fenomeni, “anche perché i processi storici richiedono tempi lunghi e, soprattutto, una visione aperta sul futuro, che oggi purtroppo manca, ma che se basata su valori come libertà e uguaglianza può far germogliare la democrazia dal basso anche in questi Paesi, dando all'Europa un nuovo ruolo”.

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