Sfiora i 3 miliardi e mezzo il volume delle vendite online del comparto ferramenta in Italia, pari al 20% del totale (16,9 miliardi di euro) e ci sono previsioni di ulteriore crescita nel biennio 2025-2026. Elettroutensili e giardinaggio le merceologie più ricercate. E molti dei player attivi nel comparto usano l’intelligenza artificiale per svariati scopi, dalla customer care alla redazione di istruzioni. Sono i dati che comunicano gli organizzatori Bricoday 2025.
Ferramenta e eCommerce, un connubio destinato a durare
E se già il 20% degli acquisti è operato via eCommerce (per acquisti che si concentrano soprattutto su elettroutensili -63%-, giardinaggio -27%- e utensileria -18%-), le prospettive di crescita sono ancora interessanti: “Il trend in crescita dell’omnicanalità -evidenzia Alessandra Fraschini, fondatrice dell’Osservatorio permanente multi&omnicanalità ferramenta (Opmf)- fa prevedere un ulteriore aumento del 17% nel biennio 2025–2026”.
La ferramenta è sempre più online
Clienti chiedono, operatori rispondono. Il 35% dei negozi già integra un canale eCommerce, mentre un altro 30% degli operatori sta lavorando all’omnicanalità. E se il punto di vendita fisico resta una certezza, l’attenzione verso il digitale nel settore ferramenta porta nuove tendenze a emergere. Così il 52% delle aziende investe nella trasformazione digitale, con priorità che includono formazione del personale (per il 73%), nuovi gestionali integrati (59%), progetti multicanali (49%) e comunicazione digitale (34%).
Il ruolo dell’Intelligenza artificiale in ferramenta
L’intelligenza artificiale sta trasformando l’esperienza d’acquisto, online e in store. Secondo i dati dell’Osservatorio, il 36% dei negozi phygital ha già integrato soluzioni di Ai nelle proprie attività. Si va dai chatbot (dice il 63%) alla content automation per la redazione automatica di schede (44%). C’è poi un quasi 30% che utilizza l’Ai per analizzare i dati.
E chi sono gli interessati di questo processo? In primis al cluster di età 25-45 anni (60%), mentre aumentano la quota dei 45-60enni (32%) e dei giovanissimi, oggi all’8% (vs il 2% del 2023).






