Maiora cresce sviluppando nuovi format

Un’azienda giovane, con tanta voglia di mettersi in gioco e dimostrare di essere un player di valore e di riferimento in un contesto socio economico complesso come il sud d’Italia. Un’azienda famigliare, saldamente gestita dalla seconda generazione, che ha il commercio nel sangue, per averne vissuto la storia e le evoluzioni nelle parole e nei fatti dei loro padri, che rappresentano una parte importante della storia della distribuzione organizzata in Italia e nel Sud, e che oggi preferiscono rimanere qualche passo indietro e lasciare spazio (e responsabilità) ai giovani. Una realtà fortemente radicata e innamorata del proprio territorio, determinata a crescere grazie a un rapporto più stretto con il territorio e la volontà di sperimentare nuove formule.

Questo il filo rosso di questa nuova tappa de #ilviaggio, tornato in Puglia per un tour nella rete di Maiora (socio Despar dal 2013), società nata nel 2012, dall’unione tra la Cannillo spa della famiglia Cannillo e la Ipa Sud della famiglia Peschechera, una scommessa vinta che oggi rappresenta una realtà al dettaglio di 500 punti di vendita con le insegne Despar, Eurospar e Interspar tra diretti, somministrati e concessi in affitto di azienda, con incassi nel 2017 pari a 802 milioni di euro. Per completezza vanno aggiunti 5 cash&carry. “E vogliamo crescere ancora -spiega Pippo Cannillo, amministratore delegato di Maiora-: per potenziare la rete, sia con nuovi store sia con ristrutturazioni abbiamo previsto un budget di circa 10 milioni di euro. Allo stesso tempo, amplieremo le linee a marchio ed entreremo nell’eCommerce”.

Freschezza, servizio, assortimento e convenienza: sono questi i pilastri intorno ai quali sono state ripensate le nuove formule di vendita a insegna Eurospar e Interspar. In particolare, il percorso evolutivo della rete è iniziato lo scorso anno con l’Eurospar di Trani (Ba), uno store di 1.000 mq , la cui prima particolarità è rappresentata dall’edificio. “Si tratta infatti di un hangar della seconda guerra mondiale, successivamente utilizzato come oleificio, del quale siamo riusciti a mantenere le caratteristiche architettoniche, protette dalle Belle Arti, pur trasformandolo in un supermercato di nuova concezione, un test per evolvere progressivamente la nostra formula”, spiega Lugi Peschechera, direttore acquisti & marketing di Maiora. In quest’ottica, uno degli elementi distintivi del supermercato è il display dell’ortofrutta. “Trattandosi di una struttura lunga e stretta abbiamo deciso di utilizzare per frutta e verdura dei display verticali con i quali ‘giocare’ a livello di colori e forme, in modo da garantire un maggiore impatto visivo, convinti che queste merceologie si comprino prima di tutto con gli occhi ... e poi guardando il prezzo -chiarisce Peschechera-. Inoltre da questa struttura abbiamo incominciato a creare aree di focalizzazione sul mondo del salutismo, che comprende bio, alta digeribilità, free from e che ha la nostra linea a marchio Natural come principale protagonista”.

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