Michele De Lucchi, il valore degli artigiani

Michele_De LucchiSecondo Michele De Lucchi, architetto italiano di fama internazionale, è fondamentale saper valorizzare le competenze tradizionali dei nostri artigiani, trasmettendo il Made In Italy sia attraverso prodotti dall’alto design industriale sia all’interno di progetti di portata internazionale.

Qual è il suo approccio architettonico per il mondo del retail?
Non penso ci sia una differenza tra progettare edifici, uffici, allestimenti, oggetti oppure per il mondo del retail. Ciò che importa è la ricerca di un valore profondo e rappresentativo, non solamente funzionale, un significato simbolico che possa resistere in modo atemporale.

Come si trasmette il made in Italy nei suoi progetti?
L’essenza della progettualità italiana ha origine dallo spirito dell’Umanesimo. L’uomo dalla cultura rinascimentale aveva un approccio alla costruzione di oggetti, architetture e città fondato sulla concretezza, sulla realizzabilità e sulla composizione armonica degli spazi. Questo spirito è fondamentale nell’approccio al progetto e personalmente l’ho ritrovato nel fare artigiano. Marmisti, vetrai, falegnami, fabbri custodiscono uno straordinario patrimonio di competenze e conoscenze e, come architetto, sento il dovere non solo di utilizzarle, ma soprattutto di valorizzare.

Di recente ha collaborato anche per l’Esposizione Universale. Tracciamo un bilancio di questa esperienza?
Per Expo ho disegnato tre Padiglioni. Padiglione Zero ed Expo Centre riproducono le bellezze di un pezzo di crosta terrestre, “The Waterstone” di Intesa Sanpaolo ha la forma di tre sassi levigati dall’acqua. Unicredit Pavilion in piazza Gae Aulenti a Milano rappresenta un seme ed è l’elemento di congiunzione tra il verde del parco e il moderno quartiere degli affari. Il nuovo accesso al Mercato del Duomo, all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, è completato dalla scultura di un ulivo simbolo della cultura enogastronomica mediterranea, ma anche della natura che deve essere protetta.

Quali sono i materiali e le tecnologie che predilige?
Il mio materiale preferito è il legno e lo uso tantissimo nei miei progetti. Si tratta di un materiale naturale che si trasforma, si ossida, si muove, si crepa, assorbe il passaggio del tempo e sviluppa la sua vera bellezza con la patina dell’uso. Per Produzione Privata quest’anno ho disegnato tre lampade con struttura in legno che integrano nella struttura sorgenti luminose a LED. A differenza delle lampadine tradizionali che creano una luce diffusa, i LED proiettano un solo raggio di luce definito, diretto ed efficace. Servono quindi molte più sorgenti luminose per illuminare in modo uniforme un ambiente e questa è una fortuna perché a ogni singolo LED si possono dare una direzione e una funzione precise.

Come combina estetica e funzionalità nel suo lavoro?
Bellezza e funzionalità sono due aspetti di una stessa riflessione sul fare design e architettura. È una questione antropologica. Gli stili di vita, i comportamenti umani e il concetto di bellezza si evolvono in continuazione e per essere progettisti bisogna appartenere al proprio tempo, capirne le esigenze, entrare in contatto con il mondo in cui si vive. Non puoi progettare le case se non pensi alla vita degli uomini, non puoi progettare le città se non pensi alla vita delle società.

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