Nielsen: ai minimi il largo consumo in Eu, Italia +1,2%

I consumi dei beni di largo consumo in Europa, secondo i dati forniti da Nielsen a fine agosto, sono ai livelli più bassi degli ultimi due anni, anche se in crescita. In particolare, il prezzo di questi prodotti è cresciuto nel secondo trimestre 2016 dello 0,7% (anno su anno, rispetto al 2015, Fast Mover Consumer Goods ovvero alimentari, bevande e prodotti per la casa), mentre i volumi sono saliti dello 0'1%, appunto il valore più basso degli ultimi due anni. Il fatturato dei distributori, di conseguenza, è cresciuto dello 0,8%, il minimo da quando Nielsen ha cominciato a fare le proprie misurazioni, nel 2008.

L'Europa ancora una volta si divide e Nielsen evidenzia in testa alla classifica dei consumi, rispetto all'indicatore della variazione del fatturato dei distributori, la Turchia, con un +8'9%, poi con un bel distacco e quasi a parimerito Norvegia, +3,5%, e Svezia, +3,2%. Il risultato più negativo è quello della Grecia, -7,2%, e della Finlandia, -4,6%. L'Italia si trova subito dietro la Spagna, che tra i cinque principali mercati europei (con Francia, Germania e Regno Unito) è quella con la crescita più alta, pari al 2,1%, mentre l'Italia è all'1,2%, mentre il Regno Unito segna il risultato peggiore degli ultimi due anni, -1,6%, terz'ultimo dei 21 Paesi rilevati da Nielsen.

 

 

Nielsen tassi crescita
Tassi di crescita per nazione europea

"Il trend delle vendite del largo consumo fa registrare una frenata del ritmo di crescita osservato a fine 2015 - rileva Romolo De Camillis, retail director di Nielsen Italia - nonostante sia in aumento la pressione promozionale e una variazione di segno negativo dei prezzi. A questo concorre un mix di fattori dia a livello strutturale che congiunturale. Da una parte ci troviamo all'interno di uno scenario economico che, benché abbia superato la fase recessiva, necessita di ulteriori segnali di positività, soprattutto in riferimento al mercato del lavoro e al potere d'acquisto delle famiglie. Dall'altra le tensioni internazionali e del sistema finanziario rallentano il livello della fiducia dei consumatori e quindi la propensione al consumo".

Nielsen q2 2016
Vendite nel secondo semestre 2016 per Fmcg

"Un risultato storicamente così basso in tutta Europa è determinato da due fattori - spiega Jean-Jacques Vandenheede, retail director di Nielsen Europa -. Da una parte gli effetti negativi della Pasqu, cosa che non è avvenuta in eguale misura lo scorso anno ma, soprattutto, soprattutto la crescita molto contenuta in Francia e Germania e la sensibile frenata dei fatturati nel Regno Unito dovuta alla lotta accanita dei prezzi tra i distributori. Spesso è stata l'Europa meridionale a essere responsabile della scarsa performance anche del resto del Continente. In questo caso, tuttavia, il Sud sta facendo abbastanza bene e il vero problema è rappresentato dai Paesi settentrionali".

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome