Obbligo Pos, il punto dopo la legge di Bilancio 2020

Contanti o moneta digitale, in breve, obbligo Pos per i commercianti, artigiani, ristoratori, professionisti e attività ricettive, oppure no? La legge di Bilancio 2020 ha preferito la strada degli incentivi a quella, prospettata ma poi scartata, delle sanzioni. Chi sceglierà di rendere disponibile ai propri clienti anche il pagamento digitale, ne trarrà vantaggi di tipo fiscale; ugualmente i clienti che sceglieranno questa strada troveranno un tornaconto economico, a vantaggio della tracciabilità dei pagamenti.

Obbligo Pos, le novità per il 2020

Nessuna sanzione per chi rifiuta un pagamento elettronico e accetta solo contante: il preannunciato art. 23 della legge di bilancio è stato poi soppresso. Invariato fino al 1 luglio 2020 anche il tetto massimo per il singolo pagamento in contanti: 3.000 euro. Successivamente, a partire dal 1 luglio 2022, la cifra massima passa a 2.000 euro e nel 2022 scende a 1.000 euro.

Vantaggi per i retailer - I commercianti che utilizzano strumenti di pagamento elettronici possono beneficiare di un credito d'importa del 30% sulle commissioni bancarie, ma il fatturato annuo del retailer non deve superare i 400.000 euro annui.

Vantaggi per i clienti - Il legislatore ha scelto di incentivare gli acquisti in generale, qualsiasi sia la formula di pagamento prescelta, attraverso una lotteria che parte il 1 luglio 2020. Per ciascun cliente c'è un codice univoco, oppure il codice fiscale in caso di pagamento in contanti (così lo Stato riesce a tracciare anche questi pagamenti). Chi sceglie il pagamento digitale con carta o bancomat, avrà doppia possibilità di vincita rispetto a chi sceglie il contanti. In entrambe i casi è il cliente che fornisce dati all'esercente, il quale li comunica all'Agenzia delle Entrate. La stessa Agenzia sarà anche il referente per denunciare i commercianti che rifiutino di acquisire il codice del cliente.

Spese sanitarie, obbligo del digitale

Le spese sanitarie hanno regole più stringenti. Per beneficiare delle detrazioni fiscali, infatti, dal 1 gennaio di quest'anno devono essere pagate esclusivamente in digitale, quindi carta di credito, bonifico o assegno. Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale.

Spese con obbligo di tracciabilità

Ecco l'elenco delle spese la cui tracciabilità è obbligatoria da quest'anno, per ottenere le detrazioni fiscali:

  • Interessi passivi mutui prima casa
  • Intermediazioni immobiliari per abitazione principale
  • Veterinarie
  • Funebri
  • Frequenza scuole e università
  • Assicurazioni rischio morte
  • Erogazioni liberali
  • Iscrizione ragazzi ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi
  • Affitti studenti universitari
  • Canoni abitazione principale
  • Addetti all'assistenza personale nei casi di non autosufficienza
  • Abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale

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