Osservatorio Non Food 2026 di GS1 Italy, cambia la spesa degli italiani

Osservatorio Non Food 2026
La spesa nei 13 comparti rilevati dall'Osservatorio Non Food 2026 di GS1 Italy nel 2025 ha superato i 112,3 miliardi di euro, in crescita del +0,6%

La spesa nei 13 comparti rilevati dall'Osservatorio Non Food 2026 di GS1 Italy nel 2025 ha superato i 112,3 miliardi di euro, in crescita del +0,6%, svelando dinamiche nuove sia nelle priorità di acquisto che nelle modalità di scelta. Ecco come hanno acquistato gli italiani e come evolve la rete di vendita nel non food.

Osservatorio Non Food 2026 di GS1 Italy, la spesa

La gerarchia tra le 13 categorie dell'Osservatorio Non Food 2026 non è cambiata rispetto alla precedente rilevazione, ma le vendite hanno visto andamenti diversi. Ci sono 6 categorie che hanno visto crescere il sell out con percentuali superiori all'1% (colore verde), 3 categorie sono in calo (colore rosso) e 4 sono stabili (bianco).

Comparto Variazione % 2025 su 2024
Elettronica di consumo +0,1
Abbigliamento e calzature -0,3
Mobili e arredamento -0,5
Bricolage -2,1
Prodotti di automedicazione +5,6
Prodotti di profumeria +3,8
Articoli per lo sport +1,5
Edutainment +0,3
Casalinghi +1,2
Prodotti di ottica +3,6
Tessile +0,5
Cancelleria +0,1
Giocattoli +5,3
Totale Non Food +0,6

 

Ecco alcuni comparti in ordine per le vendite a valore:

  • 22,5 miliardi di euro - Elettronica di consumo
  • 21,6 miliardi - Abbigliamento e calzature
  • 9,5 miliardi - Prodotti di automedicazione
  • 7,5 miliardi - Prodotti di profumeria
  • 6,3 miliardi - Articoli per lo sport

I comparti che più sono cresciuti nel 2025 sono quelli legati alla cura della persona e al benessere: automedicazione (+5,6%, la percentuale più significativa), la profumeria (+3,8%) con un andamento positivo che ormai prosegue da qualche anno, anche se con meno dinamicità che in passato. L'ottica recupera il +3,6% (nel 2024 era in flessione), i giocattoli il +5,3%.

L'abbigliamento e calzature è in calo anno su anno, ma positivo nel quinquennio (+8%), mentre gli articoli per lo sport sono in lieve crescita anno su anno (+,5%).

L'edutainment è stabile: +0,3%, e anche la cancelleria (+0,1%), che nel 2024 era in flessione.

Nel comparto casa, i casalinghi sono in lieve crescita (+1,2%) e anche il tessile casa (+0,5%), mentre mobili e arredamento (-0,5%) insieme al bricolage (-2,1%) proseguono la fase discendente degli anni precedenti, probabilmente anche a seguito del venir meno dei bonus edilizi.

La rete di vendita non food

I punti di vendita della distribuzione moderna specializzata vedono andamenti diversi in base al canale. L'Osservatorio Non Food 2026 ha censito 34.000 punti di vendita in 340 gruppi del retail moderno non alimentare specializzato e despecializzato, in 19 comparti merceologici e 6 tipologie di agglomerazioni commerciali. Vediamo i rispettivi andamenti.

Si riducono:

  • Il commercio urbano centrale è l'agglomerazione più rilevante nella numerica (43% dei punti di vendita) ma è in calo da diversi anni (-1% sul 2024)
  • I centri commerciali, sono il 40,1% del totale della rete non food, ma in calo del -1,3%.
  • I parchi commerciali perdono il -0,6% dei punti di vendita e detengono una quota del 5,6%.

Crescono:

  • I negozi nelle aree urbane periferiche, +2,6% con una quota del 6,3%.
  • I factory outlet, +5,7% con una quota del 4,1%.

In crescita anche gli "altri poli", la cui quota però è del 1,2%.

Ecco invece l'andamento per canale di vendita. Chi cala:

  • Nel 2025 ha chiuso lo 0,6% delle grandi superfici specializzate e la rete conta 29.876 punti di vendita, il 13% in meno del 2021.
  • È diminuita del -1,1% la numerica delle grandi superfici alimentari, sono 24.630, ovvero il 2,4% in meno rispetto al 2021.

Ed ecco chi sale o rimane stabile:

  • I Cash&carry hanno perso lo 0,3% dei negozi, in tutto 376 punti di vendita, anno su anno. Crescono però rispetto al 2021 del +3%.
  • I grandi magazzini sono in calo annuo del -2,5%, con 2.256 punti di vendita operativi in Italia, ,a crescono dello +0,6% nel quinquennio.
  • L'eCommerce cresce significativamente nel quinquennio, +20,9%, ma ha visto calare le vendite anno su anno, -4,2% nel 2025.

Il cambiamento che questi dati rivelano riguarda il ruolo del negozio fisico nell'era dell'intelligenza artificiale: non solo il luogo dove si finalizza l'acquisto, ma uno spazio di consulenza, prova,scoperta e relazione.

 

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