Pam: moderno … con tradizione

Dal 19 aprile, Roma ha un nuovo centro commerciale: Valle Aura, 60 negozi, 16 punti di ristorazione e un Pam Superstore. di 3.000 mq di vendita con 25 mila referenze. “Questo superstore è il più importante dei nostri negozi in termini produttivi -precisa Giampietro Corbari, Ad del Gruppo-. Abbiamo voluto fortemente la realizzazione di quest’opera perché crediamo che il futuro della vendita sia di tipo sinergico, con innovazioni nell’esperienza del quotidiano: vogliamo espanderci anche nella vendita immateriale”. Una dichiarazione importante nell’anno in cui l’azienda festeggia 60 anni di attività. “Per noi è un momento epocale di svolta, per presentarci in chiave moderna”.

Quanta modernità e innovazione ci sono nel super del centro Aura?

È l’ultimo nato nel nostro percorso e racchiude tutte le innovazioni che abbiamo sviluppato in Italia negli ultimi anni: coniuga tradizione ed innovazione, mantenendo le caratteristiche classiche del nostro format e valorizzando le eccellenze del mondo fresco/freschissimo.

Come vi state organizzando per l’eCommerce?

Faremo click & collect ed è già prevista la spesa online, ma andremo oltre, proponendo un tipo di vendita sulla quale pensiamo di dare qualcosa in più ai nostri clienti. È probabile che faremo anche linee dedicate solo per l’online. Del resto, l’evoluzione del retail è nel rapporto con il virtuale.

E come vi state preparando?

Al nostro interno abbiamo costituito un team multidisciplinare di circa venti persone, denominato Pam Innovation Lab, che si occupa delle tecnologie digitali del futuro e cerca di capire le tecnologie di vendita di domani. Siamo già partiti con alcuni test, ma cominceremo a mettere in atto le innovazioni tra circa dodici mesi.

Quali sono oggi i vostri obiettivi di crescita?

Ci svilupperemo sia riammodernando la rete sia con nuove aperture. Oggi abbiamo 618 punti di vendita diretti. Il format di prossimità Pam Local sta andando molto bene così come i super, mentre gli ipermercati presentano qualche criticità: è lì che innoveremo con iniziative originali. In termini territoriali, le zone d’intervento sono concentrare sul Centro-Nord fino a Toscana e Lazio, mentre al Sud opereremo principalmente con ristrutturazioni della rete, con una diversa focalizzazione.

Il 2018 è l’anno di Aldi in Italia. Avete risentito del suo arrivo?

Parliamo di un player di straordinaria efficienza, che ha rivoluzionato il settore e portato grande competitività. Sul nostro format non ha avuto grande influenza.

A livello commerciale e promozionale quali i must?

Stiamo lavorando e lavoreremo ancora di più su freschi e freschissimi, soprattutto in quelle categorie dove non siamo ancora riusciti a comunicare il nostro livello di eccellenza. Il nostro obiettivo sarà comunicare una Pam moderna e proiettata verso il futuro.

Parliamo di prodotti a marchio: a che punto siete?

Abbiamo dieci linee, dal mainstream PamPanorama alle nicchie specialiste come il Bio. Su questi brand investiremo, mantenendo un rapporto stretto e di collaborazione con l’industria.

Come si immagina il super Pam tra cinque anni?

Moderno, evoluto ma legato al modello tradizionale di vendita. E non vorremmo limitarci alla sola Italia: non aprire su altri mercati sarebbe un grave errore, ma soltanto forme di aggregazione lo permetteranno. Guardando più in là, nel 2050 ci saranno quattro milioni di italiani immigrati in più e i modelli di negozio cambieranno in linea con l’evoluzione del costume.

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