Secondo Cia piccolo segnale positivo per i consumi alimentari

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Tuttavia, il trend risulta ancora stagnante se si analizzano i dati rispetto allo stesso periodo del 2011 (più 0,1%) e se si confrontano quelli relativi tra l'ultimo trimestre e il precedente (agosto-ottobre 2011) addirittura si registra un calo dello 0,7%.

Occorre ancora prudenza

Sta di fatto che sei famiglie su dieci hanno dovuto modificare il menù quotidiano, una famiglia su tre è stata costretta a “tagliare” gli acquisti per la tavola, mentre oltre il 30 per cento è stato obbligato, a causa delle difficoltà economiche, a comprare prodotti di qualità inferiore.
Analoga la percentuale di chi si rivolge ormai agli hard discount (i cui acquisti sono cresciuti dell'1,3%) e guarda esclusivamente alle “promozioni” commerciali che sono sempre più frequenti soprattutto nella gdo.

Prospettive per i prossimi mesi ancora negative
Sul fronte dei “tagli” si riscontra, in particolare, che, negli ultimi dodici mesi, il 41,4% delle famiglie italiane ha ridotto gli acquisti di frutta e di verdura, il 37% quelli di pane e il 38,5% quelli di carne bovina.
Se, invece, si analizza la ripartizione geografica, si rileva che nelle regioni del Nord il 32% delle famiglie ha limitato gli acquisti (il 39% ha ridotto le “voci” pane e pesce); in quelle del Centro la percentuale di chi ha tagliato i consumi sale al 37% il 38% ha ridotto il pane, il 46% il pesce, il 35% la carne bovina). Mentre nelle regioni del Sud si arriva al 49% (il 38% ha ridotto il pane e il 48% la carne bovina).

Hard discount in aumento
La Cia fa notare che è aumentata la percentuale di famiglie (oltre l'11% del totale) che ha acquistato prodotti agroalimentari presso gli hard-discount, dove la spesa è a prezzi più contenuti. Comunque, gli iper e i supermercati restano i punti vendita dove si ha la maggiore concentrazione degli acquisti da parte degli italiani con il 69,4% (specialmente nel Centro-Nord con punte del 75%). Ancora in caduta libera, invece, i piccoli negozi, dove a gennaio si è avuta una flessione dell'1,5%.

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