Tipicamente trendy: apre il Mercato Metropolitano

Indubbiamente la riscoperta e la rivitalizzazione del mercato rionale è uno dei trend del momento: ne abbiamo esempi a Firenze con il il Mercato Centrale e a Bologna con il Mercato di Mezzo. Ora, questo ritorno alla tradizione mercatale arriva anche a Milano, con l’apertura di Mercato Metropolitano. Si tratta di una struttura di 15.000 mq di superficie (14.000 mq all’aperto e 1.200 mq coperti) che sorge negli ex magazzini della ferrovia di Porta Genova. Il progetto, promosso da Unaproa (Unione nazionale tra le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio), è partito in concomitanza con Expo, e di fatto rientra nell’iniziativa ExpoinCittà: “Con il calo di consumi interni nell’ortofrutta -puntualizza Ambrogio De Ponti, presidente di Unaproa- siamo obbligati a guardare all’export, ma non è facile, soprattutto per i piccoli e medi produttori che noi rappresentiamo. Il lancio di Mercato Metropolitano in coincidenza con Expo, ci è parsa l’occasione giusta per permettere ai nostri associati di entrare in contatto con visitatori di tutto il mondo”. L’area in cui si trova il mercato è stata affittata per 6 mesi (sostanzialmente la durata dell’esposizione universale) anche se le aspettative sono di poter prolungare l’affitto di almeno 3 anni, o anche di più, se la risposta dei consumatori sarà positiva.

Cibo e socialità
Ma come si articola, esattamente, questo progetto? L’area interna del format presenta banchi del fresco e botteghe del cibo, per circa 2.000 prodotti tipici (dal pane appena sfornato alla carne, da fritto alla pasta fresca) che si possono anche consumare sul posto. E c’è pure un piccolo market, che vende prevalentemente referenze confezionate. Sempre nella parte coperta della struttura si tengono, quotidianamente, appuntamenti di degustazione, show cooking e corsi di cucina. La zona esterna, invece, oltre ad accogliere un vero e proprio mercato rionale (dalle bancarelle di frutta e verdura fresca allo street food), è utilizzata anche per eventi, fra cui, a breve, un cinema all’aperto con circa 500 posti a sedere. Da notare, inoltre, che Mercato Metropolitano è stato sviluppato in un’ottica di sostenibilità. Qualche esempio? Per la sua realizzazione, dove possibile, si è utilizzato materiale riciclabile. Così come il punto di vendita si è dato l’obiettivo “0 waste”: l’eccedenza alimentare verrà recuperata da Fondazione Banco Alimentare, food saving partner dell’iniziativa.

 

 

Un modello da esportare
Peculiarità del format, infine, è che è stato concepito per essere esportato, per fare conoscere l’eccellenza della filiera ortofrutticola italiana anche all’estero. “Se vogliamo aiutare i piccoli e medi produttori ad ampliare il proprio mercato -osserva De Ponti- dobbiamo fa sì che la gente che all’estero ama il cibo italiano, sia messa nella condizione di conoscerlo, non accontentandosi dell’Italian sounding”. Per questo Mercato Metropolitano intende aprire anche a New York, Londra, Dubai e Tokyo. E proprio nella capitale giapponese, già il prossimo ottobre, dovrebbe essere inaugurato il primo temporary store.

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