Più 3,1%: questa la crescita del fatturato 2025 di Despar Nord. “Un risultato che nasce dalla combinazione tra sviluppo della rete, rafforzamento del canale affiliato ed evoluzione della proposta commerciale -chiarisce Francesco Montalvo, Ad di Despar Nord, che gestisce 242 punti di vendita diretti e 305 negozi affiliati in cinque regioni (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Lombardia)-. A sostenerci in questo percorso sono stati, oltre che una squadra di quasi 10.000 persone, l’integrazione tra sviluppo commerciale e prossimità e la capacità di generare valore locale, coinvolgendo produttori e imprenditori affiliati. Per Despar Austria, la cultura degli assortimenti, in particolare locali, è un elemento fondamentale. Una vocazione che orienta anche la strategia dei prodotti a marchio”.
Nel 2025 avete investito quasi 100 milioni. Su cosa vi siete concentrati?
La rete di vendita è la nostra principale leva strategica e deve essere rafforzata e rinnovata con continuità. Nel 2025 abbiamo inaugurato 13 nuovi store, tra diretti e affiliati, e completato 15 ristrutturazioni, intervenendo su layout, tecnologie, efficienza operativa e qualità dell’esperienza d’acquisto. Un contributo importante è arrivato dagli affiliati, che hanno registrato performance molto positive. Continuiamo, inoltre, a investire nell’infrastruttura logistica, fondamentale per garantire efficienza, qualità del servizio e supportare lo sviluppo della rete. Sostenibilità energetica e innovazione infrastrutturale accompagnano tutti gli investimenti: nuove aperture e ristrutturazioni puntano a ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica. Nel 2025 abbiamo raggiunto i 90 siti certificati ISO 14001 tra negozi, sedi e piattaforme logistiche.
Anche le private label rimangono al centro delle vostre strategie.
Oggi rappresentano quasi il 33,5% del fatturato complessivo. La nostra proposta a marchio vuole coprire tutti i bisogni del cliente, da chi cerca convenienza a chi sceglie prodotti premium, Free From o biologici. Nel 2025 abbiamo introdotto quasi 800 nuove referenze, rispondendo alla crescente ricerca di qualità e convenienza.
Cosa deve avere oggi un punto di vendita Despar per essere competitivo?
Il nostro punto di forza è la coerenza con un posizionamento che ha sempre puntato su prodotti e servizi di qualità e su un’esperienza di spesa piacevole. Il format si è evoluto per proporre soluzioni attuali e aderenti ai contesti in cui opera, ma riteniamo che debbano cambiare soprattutto i contenuti e il livello di servizio, più che l’ambiente del punto di vendita. Per noi, la competitività passa dalla capacità di interpretare bisogni e abitudini specifici, senza perdere coerenza tra le diverse insegne. Per questo formiamo le nostre persone per rendere il rapporto con il cliente sempre più personale e radicato localmente. Contenuti e comunicazione devono seguire questa logica e, quando necessario, differenziarsi da regione a regione. La sfida è rendere il risultato economico sostenibile, mantenendo un delicato equilibrio tra qualità dell’offerta, servizio ed efficienza.
Come stanno cambiando i format Eurospar e Interspar?
Si sviluppano in coerenza con questa visione che, grazie alle dimensioni più ampie, riescono a esprimere ancora meglio. Salvo eccezioni, il format per noi più soddisfacente è quello compreso tra 1.000 e 2.000 mq, anche in funzione dei territori. Sopra i 2.000 mq, in particolare, diventa fondamentale interpretare bene servizi e assortimenti complementari, come il non food. Anche i formati più piccoli continuano a garantire risultati positivi.
Quanto pesa l’affiliazione per voi?
È una leva fondamentale per sostenere il territorio e l’impresa locale. In questo senso, mettiamo a disposizione degli imprenditori il know-how applicato nei negozi diretti, costruendo un rapporto basato su reciprocità e appartenenza. Offriamo contratti non troppo vincolanti e un supporto completo su assortimento, marketing, gestione del personale e consulenza tecnica, oltre che immobiliare, legale e di controllo. La qualità dei servizi e dell’assistenza è la leva più efficace per mantenere gli imprenditori vicini alle nostre insegne e garantire rapporti duraturi. Noi stessi siamo nati come piccoli imprenditori e sappiamo che la sensibilità al mercato e la capacità di pensare in modo micro-locale possono fare la differenza.
In tema di micro-localismi, quanto conta per i clienti sapere che un prodotto arriva da pochi chilometri dallo store?
Il legame con il territorio è un criterio di scelta sempre più rilevante, insieme a qualità, autenticità e tracciabilità. I micro-localismi rispondono a questa esigenza con referenze identitarie, spesso disponibili solo nei negozi dell’area in cui vengono prodotte. Nel 2025 abbiamo coinvolto oltre 150 micro-produttori nelle cinque regioni in cui siamo presenti, portando a scaffale circa 1.000 prodotti realizzati a pochi chilometri dai negozi. Nel complesso, i progetti di valorizzazione delle filiere corte e del territorio coinvolgono più di 600 produttori e oltre 5.000 referenze. Il modello offre ai clienti prodotti legati alle tradizioni locali e, allo stesso tempo, sostiene piccole imprese ed economie territoriali, rafforzando il nostro posizionamento nella prossimità.
Nel medio termine, quale equilibrio cercherete tra crescita commerciale, responsabilità territoriale e sostenibilità misurabile?
Non si tratta di obiettivi alternativi, ma di dimensioni che devono procedere insieme. Per questo, vogliamo continuare a crescere nelle aree in cui operiamo, investendo in una rete moderna ed efficiente, integrata con le esigenze delle comunità, oltre che puntando sulle capacità delle persone, in primis i giovani. Lo sviluppo passerà dal rinnovamento dei punti di vendita, ma anche dalla valorizzazione delle filiere corte, dei produttori locali e dei micro-localismi. Allo stesso tempo, vogliamo rendere sempre più misurabili gli impatti, integrando gli obiettivi Esg nelle decisioni operative e negli investimenti. Efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale, sicurezza, inclusione e qualità delle relazioni con gli stakeholder sono ormai elementi strutturali del nostro modo di fare impresa. La sfida futura, quindi, dovrà coniugare sviluppo, innovazione e sostenibilità, generando benefici concreti per clienti, collaboratori, fornitori e territori e mantenendo la capacità di misurare e rendicontare i risultati.
Articolo tratto da Gdoweek n. 13-2026





