Verso nuovi equilibri di insegne e formati

Supermercati e discount, con insegne nazionali e locali (in crescita) come formule di riferimento, mentre soffrono i grandi formati: questi gli elementi che contraddistinguono il panorama distributivo in Sicilia. Un panorama polverizzato per insegne e gruppi, nel quale ottengono le migliori performance gli operatori locali, associati e indipendenti, attivi con più insegne segmentate per formato di vendita. Brillano su tutte esperienze come quella di Prezzemolo&Vitale (Coralis) che a Palermo propone un format che valorizza le eccellenze gastronomiche locali. Un trend premiante per tutte le insegne, come sa anche Arena che su questi drive ha incentrato la sua proposta Gourmet.

In questo quadro, quanto la “scomparsa” del Gruppo Roberto Abate (Selex) ha modificato gli equilibri? Il fatto più evidente è il rafforzamento di alcune insegne nella Sicilia orientale, nel catanese e nel siracusano, forza della rete di Abate. Il gruppo gestiva 77 punti di vendita tra diretti ed affiliati con le insegne A&O, Famila, San’è, La Grande A e Ard Discount (questa tramite la società consortile Sicilia Discounts di cui era componente) nelle zone di Catania, Siracusa, Messina, Trapani, Caltanissetta ed Enna.

In dettaglio, la società ragusana Ergon Consortile (Despar) ha acquisito, tramite Medial Franchising srl, 20 strutture in provincia di Catania e Siracusa, di cui 13 rimaste con l’insegna Ard Discount, le altre riaperte come Despar, Eurospar e Interspar, secondo le dimensioni.

Altre 12 strutture a insegne A&O, l’IperFamila, locomotiva del centro commerciale Etnapolis di Belpasso (Ct) e alcuni Famila, nelle province di Catania e Siracusa, sono state invece affittate dalla F.lli Arena (VéGé). Infine, un ramo di azienda è stato affittato dal Gruppo Rocchetta di Favara (Ag) che si consolida nell’area geografica orientale, dove di recente si è insediata, con l’insegna Paghi Poco, fino ad oggi presente nell’area occidentale.

“Ormai i player importanti in Sicilia si contano sulle dita di una mano e la compresenza di tutti in alcune piazze rende il mercato molto competitivo, garantendo al consumatore ottime opzioni di scelta ed a ciascuna insegna l’impegno a ottimizzare processi ed attività -spiega Concetta Lomagno, responsabile ufficio marketing Ergon-. In funzione del bacino d’utenza e della presenza di altri competitor, abbiamo meglio definito le strategie opportune scegliendo le insegne per le quali c’era maggior spazio commerciale per mantenere e soprattutto far crescere il fatturato”.

In questa redistribuzione, rimangono fuori una trentina di negozi che, stando ad alcune indiscrezioni, potrebbero essere acquisiti da MD. Sul tema il cavaliere Patrizio Podini, fondatore e presidente del gruppo, preferisce al momento non intervenire. Di certo l’acquisizione di queste strutture raddoppierebbe la presenza dell’insegna nell’isola.

Di questi 30 store, alcuni sono attivi con l’insegna Uno Discount, di cui si conoscono solo pochi dettagli.

Non sono entrati nella trattativa né Conad Sicilia né Coop Sicilia, diventata parte di Coop Alleanza 3.0 a gennaio 2018 con l’impegno di riorganizzare la rete e con l’obiettivo di aprire entro il 2020 nuovi negozi. L’azienda spiega: “Negli ultimi mesi non abbiamo registrato variazioni nè nella rete (12 pdv tra Ipercoop e super) nè nei livelli occupazionali. Oggi Coop Alleanza 3.0 impiega nell’isola circa mille lavoratori, al netto dell’indotto, il 99% con contratti a tempo indeterminato”.

Conad, invece, si sta preparando a importanti acquisizioni in un prossimo futuro. “Il contesto siciliano non è semplice e non privo di ostacoli -sottolinea il direttore generale Cfo Vittorio Troia-. Nel 2019 dovremo lavorare ancora meglio, portando avanti i progetti avviati con successo quest’anno. I risultati soddisfacenti ci sostengono: abbiamo iniziato il 2019 con una crescita delle vendite a doppia cifra (+12% circa) e, in un 2018 difficile, abbiamo rafforzato la leadership di insegna di oltre mezzo punto, raggiungendo il 15,5% (Fonte Gnlc I semestre 2018)”. La cooperativa gestisce in Sicilia, grazie alla joint venture con Pac2000A, anche lo sviluppo dei discount Todis.

Alla finestra anche Carrefour, che oggi presidia il territorio con piccoli e medi store, mentre Auchan ha appena archiviato l’esperienza di Città Mercato a Catania.

Cosa cambia dunque? Secondo il direttore generale di F.lli Arena, Giovanni Arena, l’uscita di scena di Abate ha sì permesso l’avanzata di alcune insegne, ma senza modificare in maniera significativa le quote di mercato. “Il Gruppo VéGé oggi rappresenta il 18,80% confermandosi leader e, in questa percentuale, il nostro gruppo ha un peso dell’11,80% -chiosa Arena-. Sono convinto che quel che inciderà maggiormente sugli scenari futuri saranno le scelte di gruppi come Auchan e Coop. Noi vogliamo chiudere il 2021 con un miliardo di euro di fatturato alle casse e festeggiare così il nostro centesimo anno di attività”.

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