I volumi della mdd di Coop Italia sono cresciuti di oltre il 2,5% #Marca26

Coop Italia punta nel 2026 a sviluppare ulteriormente le proprie marche private, adattandosi fluidamente alle esigenze di un mercato complesso e frammentato e ai bisogni dei consumatori

Allo stand di Marca 2026, Alessandro Masetti, direttore commerciale Grocery di Coop Italia, traccia un bilancio estremamente positivo per l'anno appena concluso e delinea le direttrici strategiche per il futuro, confermando la mdd di Coop Italia come asset centrale per il gruppo cooperativo, "Abbiamo anticipato i tempi, permettendo di raccogliere oggi i frutti di un piano di sviluppo solido e lungimirante", dice Masetti.

Il bilancio del 2025: la crescita dei volumi della mdd di Coop Italia

Il 2025 si è chiuso "brillantemente" per la marca commerciale di Coop Italia. "Non è solo la crescita a valore -precisa Masetti-, spesso influenzata dalle dinamiche inflattive, ma soprattutto la crescita a volume. In uno scenario di mercato caratterizzato da consumi stabili e stagnanti, Coop Italia ha registrato una performance in controtendenza, con un incremento dei volumi di oltre 2,5 punti percentuali. Questo risultato ha portato la quota di mercato della mdd nel mondo grocery a superare la soglia psicologica e commerciale del 33%". Secondo Masetti, questo successo deriva dall'aver approcciato per tempo un forte piano di sviluppo sulla Pl, intercettando il bisogno del consumatore finale di prodotti che garantiscano il giusto rapporto tra qualità e prezzo.

Le prospettive per il 2026: un trend non esaurito

Guardando al 2026, l'atteggiamento di Coop Italia rimane positivo. "Il trend di crescita della private label non è affatto esaurito; al contrario, osservando le performance delle cooperative, emergono ancora ampi spazi di crescita. L'obiettivo è interpretare la mdd come una vera e propria marca, anzi, come 'marche del distributore' al plurale. La strategia non prevede solo una gestione passiva, ma un intervento attivo: razionalizzare laddove il mercato arretra ed espandere con decisione dove si intravedono nuovi trend di consumo". Tra i segmenti individuati come trainanti per l'anno in corso e per il futuro, Masetti cita esplicitamente il mondo 'veg' e plant-based, i freschi industriali, il comparto della prima colazione, lo yogurt e i prodotti di servizio (come i salumi affettati pronti).

L'evoluzione della mdd di Coop Italia: dalla monoliticità alla specializzazione

Un passaggio cruciale riguarda la filosofia stessa del branding Coop. "Si è passati definitivamente dal concetto di un 'monoblocco' trasversale -continua Masetti-, uguale per tutti i prodotti, a una declinazione più raffinata e segmentata. Oggi Coop gestisce una marca commerciale che si articola in diversi brand e linee specialistiche (come per esempio la linea "Pronti in cucina"), studiate per strizzare l'occhio alle specifiche modalità di consumo. Questa strategia permette di superare la rigidità della vecchia private label: ogni linea adotta i canoni di comunicazione tipici della propria categoria merceologica, offrendo al consumatore un messaggio più diretto e coerente con le sue aspettative.

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