Bennet (che fa parte di Gruppo VéGé) ha chiuso il 2025 con ricavi delle vendite pari a 1,182 miliardi di euro, in diminuzione del 2,9% rispetto agli 1,217 miliardi del 2024. La flessione non fotografa un indebolimento generalizzato della rete: deriva interamente dall’uscita dei punti di vendita ceduti e/ o cessati durante l’anno, tra cui l’ipermercato di Milano Corsica e quello di Cesano Boscone (Mi).
A parità di punti di vendita e di periodo di apertura, gli incassi sono infatti aumentati dell’1%. La crescita è stata sostenuta dall’alimentare, in progresso dell’1,3%, mentre il non food ha registrato una contrazione dello 0,3%. Una dinamica coerente con la revisione dell’offerta, sempre più orientata verso il food e, in particolare, verso freschi e freschissimi.
Meno superficie, più spazio all’alimentare
La revisione del perimetro si accompagna a un ripensamento del formato ipermercato. Nel corso del 2025 Bennet è intervenuta su 18 strutture, riducendone le superfici e realizzando attività di remodeling. Gli spazi liberati sono stati destinati ad altri operatori, mentre l’area commerciale rimasta in capo all’insegna è stata focalizzata su una maggiore ampiezza e profondità dell’offerta alimentare.
Si rafforza anche la collaborazione con MediaWorld. Nel 2025 sono stati aperti altri sei shop-in-shop all’interno degli ipermercati, che portano a 12 il numero complessivo delle presenze a fine esercizio. La formula permette di mantenere attrattiva la componente non food affidandola a un operatore specializzato, mentre Bennet concentra direttamente risorse e competenze sul proprio core business.
La tenuta commerciale emerge anche dal margine di contribuzione, pari a 393,9 milioni di euro e al 33,33% dei ricavi, contro il 33,19% del 2024. Il risultato è stato ottenuto nonostante la pressione promozionale e le iniziative legate all'anniversario dei 60 anni dell’insegna, rivolte sia ai clienti sia ai collaboratori, tra concorsi, collection e operazioni di sottocosto.
Migliora la redditività normalizzata
L’Ebitda, indicato nel bilancio come margine operativo lordo, è pari a 111,2 milioni di euro, rispetto ai 132,7 milioni del 2024, e rappresenta il 9,41% dei ricavi, contro il 10,90% dell’anno precedente. Un risultato che Bennet considera, come si legge nel post di Linkedin “frutto di un trend costante di crescita avviato negli esercizi precedenti grazie ad azioni e piani di investimento significativi”. Va chiarito che questo calo contabile risente delle plusvalenze straordinarie registrate soprattutto nel 2024. Al netto di queste componenti, quindi, l’Ebitda cresce del 4,4%, passando da 104,3 a 108,9 milioni di euro. Anche il risultato operativo normalizzato aumenta da 22,8 a 32,7 milioni, mentre l’utile netto normalizzato sale da 16,8 a 24,5 milioni. L’utile netto contabile scende invece da 38,3 a 26,2 milioni di euro.
Da sottolineare anche l’andamento del cash flow, pari a 97,9 milioni di euro per Bennet in crescita rispetto al 2024. Una situazione analoga si è verificata anche per Gallerie Commerciali Bennet spa, società consociata. L’effetto finale di questo flusso positivo di cassa ha permesso di autofinanziare i piani di investimenti sia di Bennet sia di Gallerie Commerciali Bennet e di mantenere una posizione finanziaria netta positiva, che si è attestata a 95 milioni di euro a fine 2025.
Gli investimenti di Bennet sono stati pari a 52,8 milioni di euro. Di questi, 40,1 milioni hanno riguardato soprattutto la riduzione e il rinnovo degli ipermercati, i progetti di efficientamento energetico, gli interventi di manutenzione straordinaria in numerosi punti di vendita. Altri 12,7 milioni sono stati destinati a leasing, noleggi e nuovi software per le attività commerciali, logistiche e amministrative.
Da parte sua, la consociata Gallerie Commerciale Bennet ha investito 65,3 milioni di euro principalmente per l’acquisizione di due nuove gallerie commerciali ed altri interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare. Complessivamente il Gruppo ha quindi investito un importo di circa 120 milioni di euro
Attenzione alla sostenibilità
La trasformazione passa anche dall’efficienza energetica e dalla tecnologia: sei ipermercati sono stati interessati da investimenti nella refrigerazione, due dal relamping e sette dall’installazione di impianti fotovoltaici, all’interno di un progetto più vasto che era iniziato negli esercizi precedenti e che ha coinvolto la quasi totalità della rete.
Parallelamente sono proseguiti i progetti per la gestione dei prezzi, l’unificazione dei dati di clienti e dei prodotti, il riordino automatizzato delle merci, l’evoluzione dell’eCommerce e l’introduzione di processi basati sull’intelligenza artificiale e la digitalizzazione di procedure. La direzione è quella di una rete più concentrata, con superfici ridotte, maggiore specializzazione alimentare e una gestione più efficiente dei costi e degli assortimenti.








