Ce.Di Gros: crescere con la rete fisica e online

    Lasciare a ogni insegna la propria identità nel territorio: questa la filosofia di Gruppo Ce.Di. Gros, dalla forte romanità e legato alle tradizioni locali, come spiega Giovanni Scifoni, direttore acquisti: “Il nostro consumatore ha le caratteristiche tipiche del romano: diffidente all’inizio, ma se si fidelizza lo fa in modo radicale. Inoltre, il rapporto, anche commerciale, è sempre diretto, legato alle persone dietro le aziende. Un valore per un consorzio, fatto da imprese familiari”.

    La vostra è una storia controcorrente …

    Gruppo Gros nasce nel 1998 un periodo in cui le multinazionali, soprattutto francesi, compravano insegne. Allora 13 imprenditori romani diedero vita al consorzio, diventato un modello imprenditoriale evoluto nel processo di modernizzazione a Roma e dintorni.

    Associarsi ha lo stesso valore allora come oggi?

    Non è cambiato lo spirito del 1998. E il presidente Giorgio Trombetta riesce sempre a coinvolgere il consorzio in pianificazioni e intuizioni visionarie. Nel 1998 il primo obiettivo fu quello di aggiornarsi e affrontare la situazione esterna. Fino al 2002 eravamo un gruppo che negoziava con i fornitori. Poi acquisimmo il primo deposito di 10.000 mq dentro Roma, per centralizzare lo scatolame, cui si sono aggiunte altre centralizzazioni fino alla sede di Guidonia per ottimizzare i flussi e ridurre i tempi di giacenza.

    Come si concilia il marchio Gros con le insegne dei soci?

    Stiamo lavorando molto sul rafforzamento del marchio, in termini di comunicazione e di insegne, senza snaturare lo spirito del Gruppo. Riteniamo che conservare la propria identità sia un valore, un rafforzamento del rapporto tra cliente e imprenditore. Gros comprende oggi 12 insegne. In ogni nostro super accanto all’insegna appare il logo Gros per avere la certezza di quello che si trova dentro.

    Avete anche la firma Consilia ...

    Sì, come Gros facciamo parte del consorzio Sun a livello nazionale, titolare del marchio Consilia, unico per tutti i soci. In questo gruppo abbiamo trovato una condizione ideale perché i soci Sun sono imprenditori con aziende familiari. Una caratteristica fondamentale per noi. Oggi partecipiamo attivamente alla vita del consorzio e al suo sviluppo: siamo coinvolti nelle commissioni commerciali interne con i nostri buyer. Il gruppo Sun, inoltre, fa parte della centrale ESD, una partecipazione importante e di qualità.

    Di recente avete lanciato Vicini a te. Com’è andata?

    Molto bene per sottolineare la sostenibilità e la tipicità dei prodotti coinvolti; soprattutto ci ha aiutato ad incentivare l’imprenditoria locale, la nostra vera vocazione. In questo modo, abbiamo valorizzato il singolo produttore locale, dando visibilità e aiutando a salvaguardare alcune produzioni. Questa impostazione ha portato un’ondata importante di partecipazione da parte di piccoli imprenditori, non abituati a un partner che vuole lavorare valorizzando i fornitori prima di se stesso.

    Come è andato il 2019?

    Siamo soddisfatti. Il fatturato alle casse è previsto in crescita del 10% per un totale di 2 miliardi di euro, in una rete di 155 punti di vendita (180.000 mq): di questi, 130 sono insegne dei soci, cui si aggiungono 25 somministrati. Abbiamo ampliato la rete di 14 pdv, con un incremento in volumi del 7%, grazie alle acquisizioni di alcuni soci del consorzio di negozi Sma ed Emmepiù. Un trend di crescita, a rete sia costante sia corrente, che avrà conseguenze anche nel 2020.

    Il 2020 sarà un mondo plastic free. Come state affrontando la nuova normativa?

    Va detto che il packaging biodegradabile e compostabile ha costi molto elevati. Come Gruppo Sun abbiamo sottoscritto un contratto con Novamont e visionato i nuovi pack. Come Gros abbiamo invitato tutti i nostri fornitori di ortofrutta a rivedere gli imballaggi dei prodotti Vicini a te: i vassoi saranno in cartoncino e la pellicola di un polimero biodegradabile. Stiamo verificando un approccio simile in macelleria. Anche le etichette della bilancia sono state già modificate. Certo tutto questo inciderà sui costi e avrà, ovviamente, anche un peso sull’andamento dell’anno.

    Come affronterete il 2020?

    A livello logistico apriremo una nuova superficie di 20.000 mq per i prodotti ad alta rotazione e arrivare a oltre 100.000 mq di piattaforma centralizzata. Il 2020 per noi rappresenta anche l’anno del lancio dell’eCommerce, un progetto fortemente voluto dal nostro presidente e sul quale abbiamo investito molto in comunicazione, soprattutto social (Instagram e Facebook). Investimento che continueremo.

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