Cedi Sisa, strutture a rischio al nord e in Sicilia

Sisa

Proseguono gli incontri tra sindacati e i vertici di Cedi Sisa Centronord, Eurosisa Group e Cedi Sisa Sicilia per tre differenti situazioni sindacali che vedono coinvolti i centri distributivi, alcuni punti di vendita e i collaboratori che vi lavorano.

Cedi Sisa Centronord. Per quanto riguarda Cedi Sisa Centronord ed Eurosisa Group, la possibilità paventata dalle sigle sindacali è la chiusura di  quattro store: Montegrotto e i tre Eurosisa ex Quick di Vicenza. I sindacati Filcams Cgil Vicenza e Fisascat Cisl Vicenza puntano quindi l’attenzione sui "170 dipendenti a livello nazionale di cui 30 nel Vicentino per quanto riguarda Eurosisa e i 140 di Cedi Sisa Centronord che potrebbero perdere il posto di lavoro".

Sulla vicenda al momento Sisa preferisce non rilasciare dichiarazioni ma alcune precisazioni. "Sisa spa ha un contratto di servizio nei confronti dei centri distributivi e non partecipa al loro capitale sociale. Il momento è ovviamente delicato e preferiamo non dichiarare nulla ma ci teniamo a dire che i 4 store del Cedi Sisa Centronord sono una piccolissima parte della realtà totale che conta 400 negozi in 12 regioni. La vicenda è ormai datata e sono situazioni in fieri. E le centinaia di lavoratori di cui si parla sono impiegati nei centri distributivi e non nei punti di vendita. Siamo comunque operativi e intendiamo risolvere la situazione.  Così come abbiamo salvato i negozi di Rigoli in Sicilia, seguiremo lo stesso iter per i 4 store in questione" dichiara Danilo Preto, direttore marketing Sisa.

"I lavoratori - scrivono in una nota i sindacati - hanno degli arretrati salariali di 3/4 mensilità e hanno ricevuto solo degli anticipi. L'azienda ci ha comunicato che sta cercando di accelerare al massimo i tempi di queste trattative per far cassa dalla vendita e successivamente con queste risorse saldare gli arretrati ai lavoratori: il rischio è che ci si metta diversi mesi prima di arrivare ai bonifici nei conti dei lavoratori".

Cedi Sisa Sicilia. In Sicilia è scattata la cassa integrazione fino a fine anno per i 139 dipendenti di Cedi Sisa di Carini in attesa che si possa definire un accordo con un nuovo soggetto imprenditoriale che rilanci la società e garantisca tutti i livelli occupazionali. Lo prevede l’accordo siglato nei giorni scorsi coi sindacati FIlcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Adesso si attende l’autorizzazione del giudice dal momento che l’azienda ha chiesto il concordato preventivo, ma i sindacati si dicono fiduciosi.

L’azienda intanto ha comunicato che c’è un imprenditore interessato a rilevare la struttura. Si tratta della società dei fratelli Sammaritano a cui adesso i sindacati chiedono un incontro. “L’accordo – spiega Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – punta a un percorso per potere realizzare entro l’anno il necessario confronto col nuovo soggetto imprenditoriale e potere definire degli accordi a garanzia dei lavoratori. Auspichiamo che si possa arrivare a un incontro al più presto possibile e che prevalga il buon senso”.

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