Lo scorso 16 settembre, al Palazzo della Cultura di Milano, si è svolto il convegno La Pasta al Centro Chi crea valore oggi nella categoria simbolo del Made in Italy?, organizzato da Gdoweek e mark Up, con la collaborazione di Granoro: si è trattato di momento di confronto tra i principali attori della filiera dell'industria di marca e della gdo- per fare il punto sul presente del prodotto simbolo della cucina italiana e provare a delinearne le prospettive future. L'incontro, moderato da Cristina Lazzati, direttrice di Gdoweek e Mark Up, si è aperto con un'analisi dei dati e delle dinamiche che caratterizzano la categoria pasta in Italia.
Il mercato della pasta: la dipendenza dalla leva promozionale
Dallo studio di mercato illustrato da Marco Raimondi, Senior Director CPG di Circana, è emerso anzitutto il peso rilevante che questo comparto riveste, per volumi e ampiezza assortimentale, all'interno di gdo e discount. Al tempo stesso, è stata evidenziata la forte dipendenza della categoria dalla leva promozionale, ormai diventata strutturale: il 41% dei volumi viene venduto con sconti medi superiori al 30%, generando un moltiplicatore di 2,2 volte.
Un quadro che richiede un ripensamento da parte di tutti i player per recuperare marginalità dal lato sia industriale sia della distribuzione moderna.
Pur mantenendo una connotazione fortemente mainstream, la categoria mostra segnali che aprono a scenari di maggiore valorizzazione: con il riassestamento dei prezzi, il consumatore sembra meno orientato al risparmio a tutti i costi e maggiormente propenso a scegliere prodotti di fascia premium.
Il punto di vista di Pasta Granoro
In questa direzione è risultato particolarmente significativo l'intervento di Marina Mastromauro, amministratore delegato del Pastificio Granoro, che ha ribadito quanto sia cruciale una filiera tracciata per dare risalto a un prodotto ottenuto solo da grano coltivato in Italia: “A partire dal 2010 abbiamo avviato un programma con un programma di selezione durato circa due anni, che ha portato l'azienda a collaborare con cooperative agricole operanti in un area prossima al nostro stabilimento pugliese: dopo la stesura di un capitolato, la sperimentazione su due raccolti e una produzione pilota, nel 2012, in occasione del Salone Slow Food, è stata così presentata la prima confezione di pasta nata da questa filiera controllata”, ha commentato Mastromauro.
Come i retailer vivono la categoria
Nel coso del convegno presentati i risultati dell'indagine condotta da Marilena Colussi sociologa di mercato che ha curato la ricerca coinvolgendo manager e responsabili acquisti, category e commerciale di 18 realtà della gdo con competenze specifiche sulla categoria.
Secondo Marilena Colussi, la pasta resta una categoria solida che si trova, però, a un bivio: da un lato, continuare a seguire logiche di prezzo e promozione, evidenziando il proprio ruolo di commodity; dall'altro, cercare nuove possibilità per (tornare a) generare valore puntando su qualità, origine, filiera, identità, segmentazione e narrazione del prodotto.
La giornata si è chiusa con una tavola rotonda che ha messo a confronto diversi retailer sulle tensioni e gli equilibri che attraversano la categoria. Il dibattito, moderato da Cristina Lazzati, ha visto la partecipazione di Eleonora Graffione, presidente di Consorzio Coralis; Mario Favaretto, direttore acquisti grocery di Unicomm (Selex); Fabrizio Maggiore, coordinatore ufficio acquisti grocery food di Megamark (Selex) e Andrea Spitale, buyers coordinator grocery salata, surgelati, detergenza, non food di Penny.






