Posizione eccellente, in via Castelfidardo 2, a pochi passi dal Circolo delle Gabelle, all'imbocco di via San Marco, quella del secondo ristorante milanese Ci sta, aperto da Nico Grammauta, manager  45enne di origine palermitana, con forti esperienze in catene di ristorazione (per esempio in Temakinho, ora di proprietà Cigierre) che sta ora facendo crescere la sua nuova creatura, una pizzeria 100% italiana "con un approccio etico e sostenibile". Per questo, all’inizio del suo sviluppo, ha modificato la propria forma giuridica in società benefit e ottenuto la certificazione da parte di B Lab, l’ente internazionale di certificazione che valuta i criteri prestabiliti di selezione.

Nico Grammauta (a destra) con Piero Gabrieli, direttore marketing di Petra Molino Quaglia

Menù italiano

Le pizze sono buone e leggere. La leggerezza è fattore non meno importante della bontà o del gusto. Merito delle farine, fornite da Petra Molino Quaglia. L'impasto delle pizze è realizzato con grano 100% italiano proveniente da coltivazioni biologiche. Il menù comprende anche piatti tipici siciliani come le panelle, e tutto è realizzato con sole materie prime italiane ed eccellenze provenienti da tutte le regioni, dal Sud al Nord Italia. Un vero e proprio viaggio italiano che parte dalla Sicilia, con i suoi pomodori, passa dalla Campania con le sue specialità casearie e attraversa gli uliveti della Puglia, fino ad arrivare in Friuli Venezia Giulia, con il prosciutto di Cormons.

Friendly Pizza: a partire dall'ambiente

Curato ma easy, elegante ma non impegnativo. Così potremmo riassumete l'atmosfera di Ci sta, a partire dai suoi interni. Il pay off di Ci Sta è infatti "Friendly Pizza", un concetto inclusivo che mette al centro le persone, celebra la tradizione gastronomica italiana esaltando i sapori delle materie prime d’eccellenza di tutte le regioni italiane. Da qui la scelta dei materiali naturali e dei toni pastello, di un pavimento di graniglia tipico delle abitazioni di un tempo e che è la naturale evoluzione del terrazzo veneziano. Il marmo dei tavoli e dei piani di lavoro richiama invece la preziosità delle facciate e degli ingressi dei palazzi milanesi. Gli archi e la volta a botte sono ispirati alle porte d’ingresso alla città di Milano, mentre i rivestimenti dei mobili e delle pareti sono in legno e in paglia di Vienna. Un punto forte: gli specchi bisellati e il loro gioco che permette a chiunque di essere costantemente al centro dell’ambiente.

Ambiente, territorio, filiera

Il manifesto di Ci Sta oggi rappresenta l'impegno di Ci sta nei prossimi mesi: riduzione dell’impatto ambientale (con energia da fonti rinnovabili o a basso impatto rispetto alle alternative di mercato), contrasto allo spreco di cibo, valorizzazione delle eccellenze agro-gastronomiche italiane e del territorio, supporto a organizzazioni impegnate in attività di beneficenza a favore della comunità, e in particolare di categorie di persone in difficoltà o svantaggiate, promozione del talento individuale come fondamento di una cultura che incoraggia il lavoro di squadra. In poche parole: ambiente, territorio, filiera, persone, comunità, prodotto. Il modello giuridico della società Benefit, nato nel 2010 negli Usa con il nome di Benefit Corporation, è stato recepito in Italia dall’inizio del 2016 quando il nostro ordinamento ne ha riconosciuto lo status giuridico mediante l’introduzione dell’art. 1, commi 376-383 e allegati 4 – 5 della legge n. 208/2015 (“Legge di Stabilità 2016”).

Una società benefit è una nuova forma giuridica d’impresa che aggiunge nel proprio oggetto sociale, alla finalità di profitto, la formale finalità di distribuzione di valore condiviso, che viene configurato come un obbligo di natura statutaria. Ci Sta è associata a Ubri (Unione brand della ristorazione Italiana) di cui condivide gli obiettivi, è una pizzeria 100% italiana dove il concetto di bellezza, inclusione e sostenibilità sono protagonisti, ha puntato

Il percorso è stato assistito da Nativa, una delle aziende fondatrici del movimento B Corp in Europa, nonché prima B Corp italiana e partner in Italia di B Lab specializzata nell'assistenza alle aziende orientate verso tale percorso; insieme a Simona Cardillo, partner dello Studio Lexant di Milano (che ne ha curato gli aspetti statutari) e con il notaio Fabio Gaspare Pantè dello Studio Pantè, che ha assistito Ci Sta nella fase di passaggio a Società Benefit e per concorrere all'ottenimento della certificazione B Corp.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome