Clai studia da primo produttore di salame

fabio Lorenzoni direttore vendite Clai

Da sempre Clai lavora esclusivamente “suini 100% italiani controllati in tutte le fasi della filiera -sottolinea Fabio Lorenzoni, direttore vendite salumi di Clai- ma purtroppo l’etichettatura non permette ancora di mettere in evidenza il plus della nazionalità, fattore che abbiamo cominciato a comunicare ai consumatori nel 2016”.
Nata nel 1962, a Imola, nell’ambito dell’associazionismo cattolico, la Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi (Clai) è oggi composta da 300 soci, 133 dei quali sono allevatori. Il marchio è conosciuto dai buyer ed è così presente in tutta Italia e in tutti i formati, principalmente nel banco al taglio.
Il contatto con i consumatori, sin dal 1966, è affidato alla rete di negozi, oggi 9, con l’insegna Macellerie del contadino, che sono, come spiega Lorenzoni, macellerie tradizionali adeguate alle esigenze moderne. “Valgono il 7% del fatturato -aggiunge Pietro D’Angeli, direttore generale Clai- e sono fondamentali perché restituiscono il contatto quotidiano con la clientela finale”.
Le Macellerie del Contadino propongono salumi della casa e carne fresca, ma anche molta gastronomia, in modo da far vedere le preparazioni al cliente, e occupano in tutto 66 persone.
Alcune di queste macellerie sono state inserite anche nel progetto social di Clai, l’evento ,in diretta streaming Facebook, MasterClai 2016: una sfida tra cuochi a suon di piatti a base di salumi Clai scelti dai fan di Facebook. “I social valorizzano la dinamicità della clientela nell’esperienza di consumo -afferma ancora D’Angeli-  introducendo contenuti spesso innovativi, e inoltre ampliano la platea di ascoltatori”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2/2017

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