Compleanno di solidarietà per CLAI: 590mila pasti distribuiti con il Banco Alimentare

Per festeggiare nel modo migliore il suo 59esimo compleanno, CLAI ha pensato a un progetto speciale che ha portato alla distribuzione di 590mila pasti in tutta Italia (diecimila per ogni anno di vita della grande cooperativa agroalimentare di Imola nata nel 1962) grazie al supporto della grande rete del Banco Alimentare.

L’iniziativa è partita nello scorso mese di dicembre e si è avviata a conclusione proprio in coincidenza del compleanno del 20 marzo. Nel corso di questi mesi sono state consegnate oltre 5.200 porzioni di cibo al giorno (ognuna contenente 500 grammi di alimenti, come da stima della European Food Banks Federation) a persone e famiglie che stanno attraversando un momento di difficoltà. Un piccolo conforto che si rivela particolarmente prezioso in un periodo in cui il totale delle famiglie che vivono in povertà assoluta, lo rivela l’Istat, è pari a oltre due milioni, il 7,7% del totale. Se si considerano i singoli individui, invece, il numero arriva a circa 5,6 milioni. A rendere ancora più cupo lo scenario è il fatto che questi dati, nell’anno segnato dalla pandemia, sono il risultato di un trend in forte crescita.

Giovanni Bettini presidente CLAI
Giovanni Bettini, presidente CLAI

«Quando pensiamo a questa splendida iniziativa che abbiamo realizzato con gli amici del Banco Alimentare per celebrare il cinquantanovesimo compleanno di CLAI sottolineano Giovanni Bettini, Presidente di CLAI, e Pietro D’Angeli, Direttore Generale , la prima cosa che ci viene in mente è un grande senso di gratitudine: desideriamo ringraziare davvero tutti gli italiani che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa acquistando la Salsiccia Stagionata Passita CLAI (nella foto sotto). In un periodo particolare come quello che stiamo attraversando, ogni gesto di attenzione che possa offrire un po’ di sollievo alle famiglie diventa ancora più importante. Bisogna ragionare e lavorare sempre più in un’ottica di comunità solidale e inclusiva, all’interno della quale tutti si sentano coinvolti e possano fare la loro parte, prendendosi cura gli uni degli altri, “dando” o “ricevendo” a seconda delle situazioni e dei momenti».

Il riferimento del Presidente Bettini e del Direttore generale D’Angeli a uno specifico prodotto aiuta a far capire quanto sia stato importante, per la riuscita dell’operazione, il coinvolgimento dei consumatori CLAI. Sono stati infatti anche loro a partecipare a questo gesto di solidarietà semplicemente acquistando la Salsiccia Stagionata Passita nella versione “Special Edition”, disponibile nei punti vendita da dicembre a fine marzo nella versione tradizionale da 450 grammi, affettata in vaschetta da 90 grammi o nell'elegante confezione regalo. E fondamentali sono stati ovviamente anche i Clienti Trade e gli operatori di mercato che ai diversi livelli della filiera CLAI hanno permesso la distribuzione ottimale del prodotto per farlo arrivare sulle tavole degli italiani.

Concluso questo progetto, per CLAI è tempo ora di cimentarsi in un’altra sfida. Arriva infatti sul mercato un nuovo prodotto che va arricchire il ventaglio di proposte alimentari della food company di Imola: si tratta di un salame con una caratteristica davvero fuori dal comune, ovvero l’assenza totale di nitriti e nitrati. Nessun tipo di  conservante, dunque, come richiesto da una fetta di consumatori.

Il suo nome è Imola 1962 e si tratta di un salame unico nel suo genere. Ha infatti le stesse caratteristiche di quello “fatto in casa”, come da tradizione, ma con una differenza sostanziale: l’investimento realizzato da parte di una grande realtà agroalimentare come CLAI ha consentito di raggiungere, nonostante l’assenza di conservanti, uno straordinario risultato sul piano della sicurezza del prodotto, confermato da ripetuti challenge test effettuati per individuare ogni possibile fonte di rischio alimentare.

CLAI salame senza conservanti Imola 1962«Abbiamo “copiato” il processo casalingo – sottolinea Rudy Magnani, Responsabile della Produzione dello stabilimento di Sasso Morelliaggiungendo la garanzia della totale sicurezza alimentare, che in un prodotto senza conservanti diventa un aspetto ancora più centrale. Sono state analizzate, selezionate e valorizzate tutte le tecnologie oggi disponibili raggiungendo un risultato che, soltanto quattro anni fa, era inimmaginabile. Un successo frutto dell’esperienza di generazioni di mani e cervelli esperti e appassionati che animano la grande comunità CLAI».

Imola 1962 richiede una lenta e delicata stagionatura prima di essere pronto a raggiungere le tavole. L’assenza di nitriti e nitrati esalta la genuinità di caratteristiche come consistenza, colore e sapore. Quest’ultimo aspetto, in particolare, rappresenta una vera sorpresa: la possibilità di gustare un salume casalingo è un’esperienza che non tutti hanno avuto la fortuna di provare in prima persona.

Per centrare l’obiettivo è stato necessario un percorso di ricerca di oltre due anni, valorizzato dalla collaborazione con il CIRI, il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Agroalimentare dell’Università di Bologna. Una lunga serie di esami di laboratorio, campionature, test, analisi e controanalisi ha portato alla realizzazione di un prodotto totalmente in linea con il sistema d’identità valoriale della food company imolese, ma attento a capitalizzare le opportunità che l’innovazione tecnologica mette oggi a disposizione.

La scelta di produrre un nuovo salume con queste caratteristiche innovative si inserisce perfettamente nel solco del percorso che sta guidando lo sviluppo dell’azienda e che si basa su valori come la valorizzazione della tradizione, il legame con il territorio e la forte attenzione a ogni fase della filiera. L’impasto di Imola 1962 è infatti composto da carne di alta qualità, 100% italiana, della filiera CLAI. E anche la lista degli ingredienti, ovviamente essenziale e in cui emerge chiara la naturalità delle materie prime, è una sorta di ritorno alle origini in cui si esaltano le componenti di base del prodotto che contribuiscono a enfatizzare ulteriormente l’alta qualità raggiunta.

Pietro D'Angeli direttore generale CLAI
Pietro D'Angeli, direttore generale CLAI

«Il nostro nuovo salame senza conservanti è una vera eccellenza produttivaspiega il Direttore Generale Pietro D’Angeli –. Dopo mesi di studi, analisi e collaborazioni con il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Agroalimentare dell’Università di Bologna abbiamo raggiunto l’alchimia perfetta tra tradizione e innovazione. È stata una grande sfida che ha messo alla prova tutte le componenti della nostra filiera: la strada che porta alla leadership nel settore del salame è fatta anche da scelte di mercato ardite. Una dimostrazione ulteriore della voglia di migliorarsi e raggiungere la massima qualità che anima tutti coloro che fanno parte della grande comunità CLAI. Saper di poter contare su un gruppo di questo livello ci fa sentire ancora più forti».

E a ulteriore dimostrazione del senso di appartenenza a una grande comunità che anima chi lavora in CLAI e al desiderio di “mettere la faccia” su tutto ciò che viene prodotto, ogni Imola 1962 ospiterà sull’etichetta una firma speciale, quella di Gabriele Gardini. Si tratta di un giovane ricercatore che ha seguito il processo di nascita di questo nuovo prodotto, dapprima come studente della Facoltà di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università di Bologna e in seguito come dipendente di CLAI. La tesi di Gabriele dal titolo È possibile produrre salame senza nitriti e nitrati? insieme al suo entusiasmo per l’avvio di un percorso innovativo in campo alimentare hanno spinto CLAI a coinvolgerlo nel progetto Imola 1962, inserendolo nell’area Ricerca e Sviluppo.

CLAI è dunque pronta a inserire un’altra prelibatezza nella sua gamma di proposte alimentari, la prima senza la presenza di conservanti. Nitriti e nitrati sono infatti abitualmente utilizzati nella conservazione della carne e degli insaccati e, come accertato dall’EFSA (Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare), non costituiscono alcun rischio per la salute. In misura crescente negli ultimi anni si sta però facendo largo una componente significativa di domanda di consumo che richiede prodotti sempre più naturali e privi di qualsiasi conservante. CLAI si è quindi impegnata in un progetto di ricerca per produrre un salame che, pur mantenendo le caratteristiche del prodotto tipico, riesca a soddisfare in pieno queste nuove esigenze.

Una fase della lavorazione artigianale

 

 

 

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