In un contesto di consumi ancora prudenti e di volumi sotto pressione, Conad chiude il 2025 con risultati superiori alla media del mercato e consolida il proprio ruolo di leader della distribuzione italiana. Il gruppo archivia l’anno con un fatturato di 21,8 miliardi di euro (+4,4%), in crescita più rapida rispetto al settore, e con un patrimonio netto che raggiunge i 3,95 miliardi di euro, rafforzando ulteriormente la solidità del sistema cooperativo.
Numeri sostenuti da una rete di oltre 4.000 punti di vendita, articolata in più formule distributive, e dall’attività di 2.162 soci imprenditori. Negli ultimi tre anni il fatturato è cresciuto complessivamente del 18%, mentre la quota di mercato sul totale Italia si attesta al 14,84% (GNLC 01/07/2025), un dato stabile che riflette una presenza rilevante in tutti i canali e in tutte le aree del Paese. “Siamo la prima insegna nazionale omnicanale, con circa un miliardo di fatturato generato dai nostri concept specialisti che non rientrano in queste rilevazioni”, precisa il direttore generale Francesco Avanzini-, un perimetro che rafforza ulteriormente la nostra leadership”.
“Essere leader non significa solo crescere, ma assumersi una responsabilità economica e sociale verso i territori e le comunità in cui operiamo: è questo il senso della leadership per Conad -afferma Mauro Lusetti, presidente del gruppo-. Ogni giorno 13 milioni di famiglie entrano nei nostri negozi: questo ci impone di guardare oltre i risultati economici e di investire con continuità per dare risposte concrete alle persone, in linea con i bisogni espressi dalle comunità locali”.
Investimenti e sviluppo in un mercato che si concentra
Conad ha confermato un piano di investimenti da oltre 2,1 miliardi di euro nel triennio 2025-2027, destinato all’ammodernamento della rete, all’efficientamento della supply chain, allo sviluppo dei punti di vendita e alla digitalizzazione. Una scelta che riflette una visione di lungo periodo in un mercato italiano ancora frammentato ma destinato, nei prossimi anni, a ulteriori processi di concentrazione, attraverso operazioni non solo di grande respiro, ma anche di dimensione medio-piccola.
“I prossimi anni richiederanno grandi investimenti e metteranno a dura prova la tenuta e la dimensione delle aziende -osserva Lusetti-. In questo senso la dimensione è un fattore competitivo chiave: chi non investe rischia di restare a guardare quello che faranno gli altri, anche perché non avrà requisiti e strumenti adeguati per competere”.
In uno scenario di consumi in frenata e di contrazione dei volumi, si segnala la buona performance dei principali format del gruppo: crescono Conad (+5,7%) e Conad Superstore (+6,1%), mentre accelerano i format specializzati, dal format urbano Tuday Conad (+27,1%) al canale dedicato agli animali domestici PetStore Conad (+15,7%) (Circana, ottobre 2025).
Sul fronte industriale resta centrale il ruolo della marca del distributore. I prodotti a marchio Conad hanno raggiunto un fatturato di **6,5 miliardi di euro** (+5,7%), con una quota del 34,1% nel canale supermercati LCC, confermando Conad come prima marca italiana nel mercato retail.
Servizi, dati e relazione con il cliente
Secondo Avanzini, la strategia del gruppo poggia su una lettura sempre più evoluta dei bisogni dei clienti. “In un contesto di crescita piatta, di volumi in calo e con uno scenario demografico poco favorevole, il nostro obiettivo è stato lavorare prima di tutto sull’efficientamento del core business alimentare, ma anche sullo sviluppo di nuove capacità nella definizione di assortimenti, format commerciali e servizi”.
Accanto al retail alimentare, Conad continua infatti a costruire un ecosistema di servizi che va dalla spesa online alle assicurazioni, dai viaggi al pet care, fino ai pagamenti digitali e alla fidelizzazione avanzata. “I servizi non sono un accessorio, ma uno dei motori di creazione di valore e di marginalità -spiega Avanzini-. Rafforzano la relazione con il cliente e consentono di integrare in modo coerente la sostenibilità economica del business, nel fisico come nel digitale”.
In questa logica si inserisce anche lo sviluppo del retail media, inteso non come semplice evoluzione del trade marketing, ma come progetto strategico fondato sulla qualità del dato e sulla capacità di costruire audience profilate e riconoscibili, anche coinvolgendo partner esterni al largo consumo, come le aziende dell’energia interessate a dialogare con una base clienti fidelizzata e qualificata.
Benessity, il nuovo format dedicato a salute e benessere
Un capitolo a parte merita Benessity Conad, il nuovo format che debutterà a febbraio 2026 con la prima apertura a Firenze, seguita da Modena ad aprile. Non una parafarmacia tradizionale né un format rigido, ma un concept flessibile, anche nelle dimensioni, dedicato al benessere inteso come stile di vita, capace di integrare prodotti, servizi e competenze specialistiche.
“La nostra natura di gruppo cooperativo ci spinge non solo a sviluppare imprese redditizie sul territorio, ma anche a leggere i consumi con un’ottica nuova, che va oltre il mondo alimentare -spiega Avanzini-. Salute e benessere stanno diventando ambiti sempre più centrali per gli italiani, non solo per i baby boomer, ma anche per i giovani che vogliono prepararsi per tempo”.
Il format risponde a **sette bisogni chiave**: benessere fisico e mentale, longevità, sport ed energia, alimentazione specifica, bellezza e controllo del peso. Un mercato ampio, con marginalità interessanti e prospettive di crescita nel medio-lungo periodo, che offrirà un assortimento specializzato di prodotti per la cura della persona, alimentazione dedicata al benessere, integratori e medicinali da banco.
Benessity non ha nulla a che fare con le aree Con Cura degli Spazio Conad, che mantengono le loro caratteristiche. Si svilupperà come rete di negozi stand alone di prossimità urbana, integrando servizi già presenti nell’ecosistema Conad – come Parafarmacia e Ottica – che diventeranno parte strutturale del progetto. Sarà presente un farmacista, ma la sfida principale sarà costruire competenze professionali in grado di instaurare una relazione di fiducia con la clientela e di raccontare prodotti specialistici, non riconducibili al largo consumo. Nel medio periodo, una volta raggiunte adeguate economie di scala, non è escluso lo sviluppo di prodotti a marchio. In questa fase di roll-out l’obiettivo resta il rafforzamento di riconoscimento e reputazione dell’insegna, trasformando la marca Conad in un vero love brand, capace di andare oltre il perimetro del business tradizionale.
Nuove acquisizioni
Lo sviluppo sul territorio resta focalizzato sia sulle nuove aperture sia sul restyling dei negozi esistenti, che continuano a rappresentare il centro dell’attività di Conad e richiedono continui aggiornamenti in linea con le nuove aspettative dei consumatori. Non sono da escludere anche acquisizioni. “Stiamo per concludere un’operazione interessante che coinvolgerà Genova e Torino, ma non si tratterà di supermercati”, conclude Avanzini. Un’affermazione che lascia intravedere un possibile ingresso del gruppo anche nel mondo dei drugstore, con potenziali sinergie proprio con il progetto Benessity.






