Convention Coralis: il futuro del retail tra innovazione e cambiamento

È stato un periodo difficile ma insieme ce l’abbiamo fatta. In questi mesi il lavoro della centrale non si è fermato”, Eleonora Graffione, presidente del consorzio Coralis, apre così i lavori della convention annuale, la 14esima, durante la quale sono stati inseriti gli interventi del direttore di Gdoweek, Mark Up e Fresh Point Magazine, Cristina Lazzati, e del filosofo Giorgio Di Tullio.

Abbiamo migliorato il servizio Immagino di GS1 (il servizio web che permette di semplificare i processi di scambio, di gestione, di aggiornamento e di validazione delle immagini e delle informazioni dei prodotti) -prosegue Graffioni- e a novembre ci sarà l’evoluzione verso la piattaforma Allineo di GS1 per una più completa fruizione delle informazioni di prodotto messe a disposizione dai fornitori”.

 

 

Per fornire ai soci servizi in materia di eCommerce, con un accesso dedicato ad ogni insegna, Coralis ha siglato l'accordo con Restore (società specializzata nei servizi integrati per il web).

In termini di accordi commerciali, la centrale di Coralis si è, inoltre, impegnata per migliorare la conoscenza dei prodotti e le condizioni contrattuali, e migliori procedure supportate da nuove tecnologie, per la sicurezza ed adattabilità di lavoro dei propri collaboratori.

Gli interventi

Diventare agili rende più pronti ad affrontare il cambiamento” ha sottolineato Cristina Lazzati che ha posto l’accento sul cambiamento che l'emergenza sanitaria ha imposto ai consumi e alla distribuzione sostenendo come oggi sia “inderogabile offrire un’esperienza omnicanale”, e come sia “fondamentale imparare a leggere i dati messi a disposizione dalle nuove tecnologie. Le stesse che consentono alle imprese di diventare ‘agili’ riducendo la complessità dei processi, coinvolgendo e responsabilizzando i propri dipendenti”.

La pandemia ha messo in evidenzia il ruolo strategico dei piccoli negozi di prossimità. In questo senso, Cristina Lazzati evidenzia la necessità di “accelerare la partecipazione agli ecosistemi, mettendo in comune le competenze, alleandosi per ottimizzare risorse e investimenti. I ‘piccoli’ negozi devono trovare il modo di integrarsi, come un puzzle, e creare un nuovo disegno collaborativo per affrontare le sfide del mercato”.

La certezza è una: “Continueremo a cambiare”. E le aziende dovranno continuare a farlo assecondando i cambiamenti.

Per Giorgio di Tullio la vera possibilità oggi “è legata all’idea di fare impresa”. Di Tullio si sofferma sul concetto di una nuova etica sostenendo che fare impresa etica significhi lavorare e interessarsi della propria località. In questi termini, quindi, il concetto abbraccia e ingloba il valore della comunità territoriale, della località, invece dei localismi, della globalità, invece della globalizzazione. Entrano in atto nuove metriche di valutazione che guardano al singolo e alle sue personali necessità, alle diversità sulle quali lavorare per il futuro. In questo senso i punti di vendita svolgono un ruolo aggregante, uno spazio in cui si formano comunità provvisorie, che si raccontano e condividono piccole storie. Per questo motivo rivolge un invito specifico ai retailer: “Bisogna curare tutto: accoglienza, pulizia, relazione. Oggi le persone sono più fragili, sentirsi al sicuro sarà uno dei valori dei prossimi anni”. Strategica, quindi, risulta “l'educazione ai propri collaboratori come fatto etico nei loro confronti ma anche nei confronti della comunità sociale”.

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