Coop Alleanza 3.0 resta in Sicilia solo con il franchising

I dodici punti di vendita che Coop Alleanza 3.0 gestisce in Sicilia proseguiranno la loro attività grazie a un accordo di franchising che la cooperativa sta sviluppando con un imprenditore locale. A riguardo Coop Alleanza 3.0 sottolinea: “Ad oggi abbiamo ricevuto diverse manifestazioni di interesse da soggetti imprenditoriali. Tra queste, abbiamo deciso di avviare una trattativa, scegliendo una cordata di imprenditori locali che risponde a tutti gli stringenti requisiti richiesti dalla cooperativa. I franchisee, infatti, devono rispettare requisiti precisi: presenza territoriale, reputazione e rispetto della legalità, affidabilità economico-finanziaria. L’imprenditore inoltre si deve impegnare a garantire il rispetto dei contratti collettivi nazionali, e degli standard Coop su: norme igienico-sanitarie, diritti dei lavoratori, adesione a normative nazionali e locali su, ad esempio, attività commerciali, urbanistica, uso dei marchi”.

Secondo rumors, gli imprenditori coinvolti in questa operazione, che vale circa 160 milioni all’anno grazie alle attività di 7 ipermercati (Forum e La Torre a Palermo, Katané, Le Ginestre e Le Zagare a Catania, uno a Milazzo e uno a Ragusa) e 5 supermercati Coop sarebbero il presidente di Ancra Sicilia Maurizio Calaciura, l’imprenditore Antonino Di Liberto (che già gestisce alcuni punti di vendita Decò a Palermo) e Leonardo Palmieri, con interessi a Malta.

Il parere dei sindacati

Le organizzazioni sindacali Uiltucs, Filcams Cgil e Fisascat Cisl, però, non nascondono la preoccupazione su questo progetto. In una nota, Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia, sottolinea: “Non permetteremo che i lavoratori siciliani vengano abbandonati. Una storia travagliata quella dei lavoratori Coop che già a partire dal 2012, anno in cui venne avviata la prima grande riorganizzazione societaria, dovettero cercare di mantenere il posto di lavoro rimodulando il proprio orario lavorativo. Un continuo alternarsi di procedure di licenziamento collettivo su altre procedure, fino ad arrivare ad accordi per il ricorso agli ammortizzatori sociali, agli esodi incentivati, all’armonizzazione dell’orario di lavoro fino alla flessibilità. Nemmeno la fusione per incorporazione di Coop Sicilia in Coop Alleanza 3.0 ha sortito gli effetti annunciati dalla società e tanto auspicati dai lavoratori che temono di veder vanificati gli enormi sacrifici a cui si sono sottoposti negli ultimi anni”.

Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia, aggiunge: "Siamo rammaricati per la decisione di Coop di lasciare la Sicilia. Chiunque sia a subentrare, chiederemo che vengano garantiti livelli occupazionali e condizioni normative, salariali e contrattuali. Senza però voler entrare nel merito delle decisioni assunte, chiediamo a tutte le Istituzioni di fare squadra per tutelare i circa mille lavoratori che stanno vivendo questa fase di incertezza con grande ansia, dopo aver sempre svolto il proprio lavoro con la massima professionalità e impegno".

Ma Coop Alleanza 3.0 assicura: “Tutte queste attività sono state, e saranno, realizzate con grande attenzione all’occupazione e seguendo un criterio di forte responsabilità sociale che, da sempre, contraddistingue Coop”.

Gli esuberi, stando a quanto scrive Repubblica.it, sono 223 che "si tradurranno nell'immediato in un forte ricorso alla cassa integrazione e in generale agli ammortizzatori sociali". Pare ci sia l'impegno a riassorbirli in due anni anche grazie all'apertura di 10 strutture sul territorio dell'Isola, ma al momento nulla di certo. Le trattative sindacali sono ancora in corso. Si parla di un investimento complessivo di 60 milioni con la creazione di una sede amministrativa e di direzione commerciale, insieme alla realizzazione di una seconda piattaforma logistica a Carini e dello sviluppo della rete con i dieci store in aree non ancora presidiate dall'insegna come Enna, Caltanissetta, Agrigento e Trapani. Con molta probabilità le superfici degli ipermercati già attivi saranno ridotte non superando i 2.000 mq.

Il Piano di Rilancio

Per potenziare lo sviluppo dell’insegna, il gruppo ha varato nel 2019 un Piano di Rilancio con orizzonte temporale 2023 che, stando a quanto sottolinea l’azienda, “ha già raggiunto i primi importanti obiettivi tra cui il miglioramento della gestione caratteristica, il dimezzamento della perdita e una netta inversione di tendenza di tutti i principali indicatori di bilancio. Questo Piano di Rilancio prevede anche importanti miglioramenti di efficienza delle sedi (in buona parte già effettuati) e una riorganizzazione e ristrutturazione della rete di vendita con chiusure e/o cessioni di negozi (in parte già avviate dallo scorso anno) ma anche con nuove aperture in arco del piano”.

 

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