#Retailinprimalinea Le misure negli altri Paesi: Tesco aumenta le donazioni di cibo

Ultimo aggiornamento al 2 aprile 2020

Dell'Italia rispetto al coronavirus ormai anche tutti gli altri Paesi, dopo le prime perplessità, stanno facendo un modello da seguire. Dal mondo del retail estero arrivano tuttavia risposte in parte diverse al boom di vendite derivante dalla nuova emergenza sanitaria Covid-19.

Tra queste, l'istituzione di fasce orarie per la spesa dedicate esclusivamente ai target più fragili, come quello dei senior, generalmente di primo mattino, così da evitare che non trovino più nulla sugli scaffali. Tra loro Walmart, Target, Whole Foods, Iceland, Lidl Uk e molti altri, compresa la catena farmaceutica Wallgreens.

Ad annunciare il 1° aprile una serie di nuove misure anche in ambito solidale nei confronti delle comunità è Tesco, che sia sui social che sul proprio sito spiega nel dettaglio quanto attuato.

Se da un lato restano limiti quali l'acquisto di non oltre 3 confezioni di prodotti essenziali per stessa tipologia, dall'altro si potenzia la capacità della consegna a domicilio e del click & collect. Sul fronte del supporto ai più deboli, la catena spiega: "Attualmente doniamo 3 milioni di sterline di cibo ogni mese attraverso il nostro programma di collegamento alimentare comunitario e i centri di distribuzione" e aggiunge che data la situazione fornirà altri aiuti quali 15 milioni di sterline di donazioni alimentari a FareShare e al Trussell Trust nelle prossime 12 settimane: cibo necessario per la distribuzione a gruppi di comunità e banche alimentari.

Aggiornamento di marzo

REGNO UNITO
Mentre il Governo britannico preannuncia misure per aiutare le imprese in difficoltà, anche su suolo inglese la gdo continua a implementare misure per rispondere al boom di vendite da accaparramento. Per estendere il servizio di consegna a domicilio Morrisons annuncia l'assunzione di ben 3.500 persone e dall'altro lato garantisce la retribuzione a tutti i dipendenti malati. Sainsbury's è stato forse il primo ad adottare la misura dell'apertura dei negozi al giovedì per un'ora intera solo ai più anziani.

Non solo, Sainsnury's, Tesco, Asda e Waitrose rispondono anche razionando alcuni prodotti essenziali, ovvero consentendo agli acquirenti di non acquistarne più di un dato numero a testa (pare che lo stesso stiano facendo i retailer in Olanda). Parliamo di referenze come la pasta, il latte a lunga conservazione, le salviette antibatteriche e il sapone per le mani, per le quali, qualora lo scaffale fosse vuoto, si indica in alcuni casi la data in cui torneranno disponibili. Il limite fissato da Tesco, che per ora è il più attivo con questo tipo di misura, per questi prodotti è di cinque item, in store come online, dove la pasta è già sold out. Waitrose al momento ha invece solo messo tetti massimi via eCommerce e per referenze non food, stesso discorso per Asda. Infine, da notare che, anche in Regno Unito, si è assistito allo sciacallaggio dei prezzi sui prodotti chiave dell'emergenza.

FRANCIA
Su suolo francese, secondo Les Echos, la vendita di pasta e riso è esplosa già l'ultima settimana di febbraio, con il 29 che ha fatto segnare rispettivamente +50% e +100%, ma crescono anche le categorie come i prodotti per bambini, salute e così via. Rotture di stock a fine giornata per diverse categorie di prodotto, che non impattano tuttavia (almeno per ora), proprio come in Italia, sulla capacità di approvvigionamento. I retailer implementano tuttavia i loro acquisti a titolo preventivo e anche qui, in sintesi, come sta avvenendo in tutti i territori coinvolti, volano modalità di acquisto come l'online e il drive. Da notare, come riportano consumatori e giornali, l'"atteggiamento ironico" scelto da una catena come Leclerc, che a torto o a ragione spinge i consumatori a fare scorta, con tanto di segnalazione tra le corsie (si veda tweet sotto).

AUSTRALIA E USA
Sì, il panico da accaparramento vola, insieme al coronavirus, anche oltreoceano. In Australia gli scaffali a Canberra sono stati svuotati ed è diventato virale il video della lite di due donne per l'ultimo flacone di igienizzante mani. Negli Stati Uniti tra i territori più colpiti al momento in cui scriviamo, con conseguente boom di vendite, ci sono California, Washington (lo Stato) e Colorado, con retailer che anche qui stanno valutando il razionamento degli acquisti di dati prodotti. Costo, che sta affrontando rotture a scaffale su base giornaliera, afferma di star lavorando 24 ore su 24 per mantenere i rifornimenti a seguito dell'aumento della domanda e dei problemi logistici con la Cina. Intanto, i rivenditori su Amazon di categorie non food come giochi, accessori e varie, lamentano serie difficoltà nell'adempiere agli ordini a causa dei blocchi in Cina e il colosso decide di dare priorità di stoccaggio ai beni essenziali, mentre in Italia è alle prese con scioperi a causa delle misure di sicurezza.

Insomma, oggi è il caso di dirlo e ricordarlo: tutto il mondo è Paese.

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