Dai dazi ai profitti: cosa indicano le trimestrali dei big Usa della gdo

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Walmart, Home Depot e Target hanno alzato il velo sui conti, evidenziando performance contrastanti, ma anche spunti comuni: i ricavi crescono oltre l’inflazione, ma i margini soffrono

I segnali di affanno ci sono, ma probabilmente sono inferiori alle attese degli analisti. Walmart, Home Depot e Target, i tre big della Gdo Usa, hanno alzato i veli sui conti trimestrali, evidenziando performance contrastanti, ma anche alcuni punti di contatto utili a capire come potrebbero evolvere i consumi nei mesi a venire. In particolare, i ricavi sono cresciuti più dell’inflazione, ma i profitti soffrono. Segno che evidentemente fin qui i retailer hanno assorbito in buona parte i rialzi di prezzo dovuti ai dazi, anche se è difficile immaginare che questo trend possa durare a lungo.

Per Walmart ricavi in crescita, ma profitti deludenti

Walmart ha chiuso il secondo trimestre fiscale 2026 con ricavi totali di 177,4 miliardi di dollari, in crescita del 4,8% rispetto all'anno precedente e leggermente sopra le attese degli analisti, che erano previsti 176,16 miliardi. Le vendite comparabili (quindi a parità di perimetro) negli Usa sono salite del 4,3%, di poco superiore al consenso del 4,1%. Tuttavia, il profitto per azione ha mancato le previsioni, attestandosi a 0,68 dollari contro i 0,73 stimati. Il calo di oltre l'8% dell'utile operativo è stato attribuito a fattori legali e di ristrutturazione, oltre ai costi maggiori legati ai dazi. Walmart ha comunque rivisto al rialzo la sua guidance per l'intero anno fiscale, prevedendo una crescita delle vendite nette tra il 3,75% e il 4,75%. Una spinta importante è arrivata dall’eCommerce, con vendite in crescita del 25% anno su anno, accompagnata da un forte progresso degli ordinativi online finalizzati al ritiro nei negozi.

Per Home Depot crescita solida, ma profitti sotto le previsioni

Nel secondo trimestre 2025, The Home Depot ha registrato ricavi pari a 45,3 miliardi di dollari, con una crescita del 4,9% su base annua. Le vendite comparabili sono aumentate dell'1,4% negli Usa, mentre l'impatto negativo sui tassi di cambio è fatto sentire limitando la crescita complessiva. L'utile netto è rimasto stabile a 4,6 miliardi, con un utile per azione diluito leggermente, a 4,68 dollari contro i 4,72 attesi. Nonostante il lieve mancato obiettivo, la performance è stata giudicata in linea con le aspettative, grazie anche al continuo investimento nell'ecosistema per professionisti e l'apertura di nuovi negozi. L'azienda ha confermato la guidance per l'intero anno fiscale 2025 con aspettative di crescita moderata, nonostante un possibile calo del 2-3% nell'utile per azione rettificato per effetto delle dinamiche di costo e dei dazi.

 

Target, ricavi in ​leggera contrazione e utili ridimensionati

Target ha mostrato segnali contrastanti nel secondo trimestre 2025, con ricavi in ​​calo dello 0,9% a 25,2 miliardi di dollari, principalmente a causa di una flessione dell'1,2% nelle vendite di merchandise, solo parzialmente compensata da un aumento del 14,2% nelle vendite non di merchandise. L'utile netto è diminuito del 21,5% rispetto all'anno precedente, attestandosi a 935 milioni di dollari, con un utile per azione di 2,05 dollari contro i 2,57 del 2024.

Le mosse per adattarsi a uno scenario complicato

Letti nel loro insieme, e al netto delle specificità, questi dati trimestrali riflettono uno scenario macroeconomico complesso con fattori di pressione importanti. I dazi sulle importazioni gravano sui costi, comprimendo i margini e imponendo strategie di prezzo, mentre la domanda dei consumatori resta a tratti incerta in un contesto di inflazione moderata, anche se più sostenuta dell’indice generale se si considera il solo carrello della spesa.

In ogni caso, i tre big mostrano capacità di adattamento: Walmart spinge sull'eCommerce e servizi omnicanale, Home Depot investe nella crescita mirata e nel mercato professionale, Target riorganizza il management e punta a migliorare l'esperienza in negozio.

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