Decathlon: a Como, un nuovo laboratorio tra specializzazione e servizi

Nel punto di vendita comasco l’insegna sperimenta shop-in-shop tecnici, potenzia il noleggio e rafforza il legame con il territorio, delineando un format replicabile nella rete italiana

Decathlon apre a Como uno store pensato come laboratorio per l’evoluzione della rete italiana, combinando assortimento tecnico, attenzione al territorio e sviluppo di nuovi servizi. Su 4.000 mq, 3.500 sono dedicati all’offerta dell’insegna e 500 ospitano due shop-in-shop: 400 mq riservati a Santini Cycling e 100 mq dedicati al Como Calcio 1907. Una scelta legata alla rilevanza dei due sport nell’area comasca e alla volontà di offrire un’esperienza d’acquisto più specializzata. "Avevamo un negozio con una taglia che ci permetteva di spingere a fondo su due sport per noi prioritari e strategici", afferma Rosario Cozzolino, area manager Lombardia ovest e nord, come spiega nel video

 

L'offerta di prodotti e servizi

L’impatto della nuova impostazione è evidente sin dall’ingresso, dove si trova il Pro Shop Road Cycling, il livello più alto della proposta Decathlon sul ciclismo. L’integrazione con Santini amplia la profondità della gamma: "Abbiamo ritenuto opportuno offrire 400 mq a Santini per completare l’offerta tecnica che noi copriamo solo fino a un certo punto". La stessa logica guida la partnership con il Como Calcio, pensata per rafforzare il legame con la comunità sportiva: "Il calcio è fondamentale in questa zona e la collaborazione ci permette di creare un legame più solido con il territorio". Entrambe le soluzioni sono strutturate come test replicabili in altre città.

Accanto al prodotto, il negozio punta sui servizi: dal noleggio breve e lungo termine -dalle biciclette agli sci, dalle tende ai kayak- fino alla politica “soddisfatto o soddisfatto”, che consente di restituire un articolo entro un anno se non soddisfa pienamente le esigenze del cliente. Un approccio che incoraggia scelte d’acquisto più consapevoli e supporta la transizione verso modelli di economia circolare.

In questa direzione si colloca anche il potenziamento del second hand, oggi disponibile in modo permanente in vari reparti: «I clienti possono portarci un prodotto usato, lo quantificheremo e poi lo rimetteremo in vendita», spiega Cozzolino. L’incidenza è ancora limitata, intorno al 2% del fatturato, ma in crescita.

Essere inclusivi

Il punto di vendita si caratterizza infine per un’attenzione più ampia all’inclusività, visibile già nel corridoio d’ingresso con articoli dedicati anche a persone con disabilità. «Vogliamo chiarire subito la nostra posizione», osserva Cozzolino. Il risultato è uno store con una forte vocazione tecnica, radicato nel territorio e orientato allo sviluppo di servizi come leva di fidelizzazione e come modello per le prossime aperture.

 

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