Ecr Italia: progetto di studio su eccedenze e sprechi alimentari

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In occasione della Giornata italiana di prevenzione dello spreco alimentare che è stata proclamata dal Ministero dell’Ambiente per oggi, Indicod-Ecr rende noto di aver avviato in ambito Ecr Italia un progetto di studio sul tema delle eccedenze e degli sprechi alimentari.


Tavolo di lavoro

In coerenza con l’iniziativa del Ministero dell’Ambiente, le aziende di industria e distribuzione che aderiscono a Ecr Italia hanno dato vita nei mesi scorsi ad un tavolo di lavoro per affrontare il tema delle eccedenze alimentari, focalizzandosi sugli aspetti che toccano i processi di interfaccia tra le imprese.
L’obiettivo finale del progetto è quello di diffondere le best practice individuate, di definire metriche e strumenti per l’identificazione, il monitoraggio e la gestione del processo complessivo e di incentivare le aziende ad attivare programmi di riduzione delle eccedenze.

Gli impatti degli sprechi alimentari

Gli sprechi alimentari, pari a 1,3 miliardi di tonnellate all’anno se si considera l’intera filiera produttiva (dato Fao), hanno, oltre al valore economico del cibo sciupato, rilevanti impatti etico-sociali, che derivano dalla coesistenza di fenomeni di spreco rispetto a difficoltà di accesso al cibo, ed ambientali, quali spreco di risorse idriche ed energetiche utilizzate per la produzione.
Ridurre gli sprechi significa lavorare in un’ottica collaborativa in azienda e lungo tutta la filiera, dal magazzino del produttore allo scaffale del punto di vendita, intervenendo sugli assi della prevenzione, redistribuzione, riciclo, recupero ed eliminazione delle eccedenze.

“La chiave per la riduzione degli sprechi alimentari -rileva Indicod-Ecr- è infatti un approccio alla gestione delle eccedenze che sia collaborativo (soluzioni e flussi informativi condivisi tra i diversi partner della filiera, con una visione ‘di sistema’), e strutturato (processi e metodologie specifiche, focus organizzativo dedicato).

Eccedenza nella filiera
Complessivamente, nella filiera agroalimentare italiana, la quantità di eccedenza è stimata pari a 6 milioni di tonnellate annue, di cui meno di un milione viene generato nella fase di trasformazione industriale e distribuzione (fonte: “Dar da mangiare agli affamati” P. Garrone, M. Melacini, A. Perego, Politecnico di Milano, 2012). La causa prevalente è costituita dal raggiungimento delle sell-by date interna, seguito da causali di reso alla consegna e di non conformità di prodotto e packaging.

Cinque assi di intervento

Il gruppo di lavoro ha identificato 5 principali assi di intervento:

- Misurare per intervenire: ovvero misurare l’eccedenza e sviluppare sistemi di allerta che attivino piani di intervento.

- Coinvolgere: migliorare la consapevolezza e coinvolgere e motivare i dipendenti.

- Prevedere: migliorare l’accuratezza delle previsioni e massimizzare la disponibilità di prodotto.

- Disegnare: migliorare la progettazione del prodotto e dell’imballaggio in ottica sostenibile.

- Semplificare: effettuare verifiche e revisioni di gamma alla luce dei possibili impatti in termini di creazione di eccedenze.

Tali ambiti di lavoro sono stati oggetto di approfondimento per individuare possibili interventi migliorativi e delineare delle best practice per la gestione delle eccedenze. I risultati e le best practice individuate verranno inserite in un apposito documento condiviso dalle imprese nella prossima fase dei lavori.

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