Che cosa sarà di Esselunga lo scopriremo prima o poi (forse già lo sapremo quando questo editoriale uscirà o forse passeranno ancora anni). Interessante però studiare le prime reazioni a caldo: abbiamo i patrioti, che manifestano il dispiacere che nei nomi che circolano nessuno sia italiano. I pacifici che sostengono si tratti solo di una transazione immobiliare. I postatomici, che decretano la sparizione dell’insegna troppo identificata con il suo fondatore. I geografici, che studiano pesi e misure dell’insegna che si approprierà di questi spazi per capire se ci sarà e chi sarà il nuovo leader gdo in Italia. Noi nel nostro piccolo, non abbiamo opinioni, ma una richiesta: sappiamo che dietro ogni grande uomo, c’è una grande squadra e la invitiamo a farsi avanti. È giunto il momento di dare dei volti e una profondità a queste figure. Se ci deve esser un passaggio è bene che questo avvenga con chi, insieme a Bernardo Caprotti, ha fatto grande Esselunga.





